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Per la prima volta una donna africana guiderà l’Organizzazione mondiale del Commercio: è Ngozi Okonjo-Iweala. Decisivo l’appoggio di Biden

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Credits: Ansa / Okonjo-Iweala Facebook

Ngozi Okonjo-Iweala sarà la prima donna africana a dirigere l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto)

Ngozi Okonjo-Iweala, ex ministra delle Finanze della Nigeria, sarà la futura direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) e diventerà la prima donna e prima africana a ricoprire questo ruolo in 25 anni di storia dell’istituzione. È stata la nuova amministrazione statunitense targata Joe Biden a spianare la strada alla nomina di Okonjo-Iweala. La sua candidatura, presentata dopo le dimissioni dell’ex direttore Roberto Azevedo ad agosto 2020, infatti, era stata ostacolata da Donald Trump, il quale sosteneva quella dell’attuale ministra del Commercio della Corea del Sud, Yoo Myung-hee.

Poiché all’Organizzazione Mondiale del Commercio il direttore generale viene designato per consenso unanime dei 164 Stati Membri, la posizione di Trump aveva rallentato il processo di sostituzione di Azevedo, e l’Organizzazione è rimasta senza guida dal 31 agosto, quando l’ex direttore si è dimesso. Ma dopo il “forte sostegno” manifestato da Biden per Ngozi Okonjo Iweala, Yoo ha ritirato la sua candidatura. “Ho preso la mia decisione dopo alcune fitte consultazioni con l’amministrazione Usa. L’Organizzazione Mondiale del Commercio è rimasta senza leader per troppo tempo”, ha detto la ministra sudcoreana dopo aver annunciato di ritirarsi dalla corsa.

Ora la nomina dell’economista nigeriana avrà bisogno dell’appoggio di tutti gli Stati membri, ma questi finora si sono espressi in suo favore. Ngozi Okonjo-Iweala ha 66 anni ed è nata a Ogwashi Ukwu, città situata a sud della Nigeria. Diplomata all’Università di Harvard, ha lavorato per venticinque anni alla Banca Mondiale. È stata la prima donna in Nigeria a ricoprire il posto di ministra delle Finanze, dal 2003 al 2006 e dal 2011 al 2015. Gode della doppia nazionalità (nigeriana e statunitense), ma è culturalmente molto legata al Paese d’origine. I dossier più caldi che dovrà gestire saranno quelli sui rapporti commerciali tra Usa e Cina, proprio quelli che hanno portato l’ex leader a rinunciare alla carica dopo la guerra dei dazi lanciata da Trump alla Cina, ma anche all’Unione Europea, al Canada e al Messico.

“L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha bisogno di un leader, di un nuovo volto con una visione fresca. Un outsider, qualcuno con la capacità di realizzare riforme e lavorare con gli Stati Membri affinché la Wto esca dalla parziale paralisi in cui è piombata”, ha detto Okonjo-Iweala ad agosto in un’intervista alla Cnn. Pur lavorando da anni alla Wto, la futura direttrice generale vorrebbe riformare l’organizzazione in profondità.

Leggi anche: 1. Gli Stati Uniti torneranno a far parte del Consiglio 2. Usa, il piano di Biden da 1.900 miliardi di dollari per rilanciare l’economia 3. Una storia di lutti, vittorie e sconfitte: perché Biden è l’uomo giusto per guidare l’America del 2021

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