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Home » Esteri

Stupri in Ucraina, migliaia di “pillole del giorno dopo” inviate a Kiev

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Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian le associazioni umanitarie si stanno adoperando per inviare in Ucraina, tra i vari medicinali, anche i farmaci per la contraccezione di urgenza, le cosiddette “pillole del giorno dopo” da destinare alle donne vittime di stupro.

Dall’inizio dell’invasione russa l’associazione International Planned Parenthood Federation (IPPF) ha inviato a Kiev circa 2.880 confezioni di pillole, mentre una rete di volontariato si sta occupando di raccogliere donazioni dai Paesi esteri per consegnare i farmaci agli ospedali ucraini. La maggior parte di questi sorgerebbe nell’est del Paese, “a Kharkiv, Mariupol, in quelle regioni”, ha detto al giornale britannico un volontario dell’associazione Paracrew, che fornisce cibo e attrezzature mediche all’Ucraina.

Non è possibile sapere quante beneficiarie siano vittime di abusi da parte dell’esercito russo, ma il personale ospedaliero di una struttura a nord di Kiev ha segnalato di avere in cura molte donne vittime di violenza. Il The Guardian riporta almeno nove casi accertati di donne rimaste incinte dopo essere state violentate dai soldati russi. Anche le Nazioni Unite finora hanno inviato in dieci regioni dell’Ucraina 40 tonnellate di medicinali necessari per la salute riproduttiva e oltre 30 kit di emergenza per la gestione delle violenze sessuali.

Julie Taft, dell’Ippc ha spiegato che nel trattamento delle donne vittime di violenza, il tempismo è essenziale. “Se una donna viene visitata entro cinque giorni dal fatto, quel farmaco dovrebbe esserle stato somministrato automaticamente”, ha detto Taft al The Guardian. Per permettere che la contraccezione abbia effetto anche se non trattata subito l’organizzazione si sta industriando per inviare nel Paese medicinali che possono essere utilizzati fino alla 24esima settimana di gravidanza.

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