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La Turchia ha messo al bando le opere teatrali di Dario Fo

All’indice anche altri autori occidentali come William Shakespeare, Anton Cechov e Bertolt Brecht

Di TPI
Pubblicato il 3 Set. 2016 alle 13:32 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:38
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Immagine di copertina

La Turchia ha messo all’indice le opere teatrali di autori occidentali come William Shakespeare, Anton Cechov, Bertolt Brecht e pure del premio Nobel italiano Dario Fo. A deciderlo è stata la Direzione ufficiale delle imprese nazionali di teatro in Turchia, che domenica 28 agosto ha rimosso dal calendario tutte le rappresentazioni di autori non nazionali.

Ufficialmente dietro la decisione c’è la volontà di salvaguardare e promuovere le opere teatrali turche, ma sembra piuttosto un caso di censura. A essere entrati nel mirino delle autorità non sono solo gli autori occidentali, ma anche registi e attori turchi considerati poco in linea con le posizioni del presidente turco Erdogan.

“Sono onorato. Manderò una lettera di ringraziamento a Erdogan per avermi inserito in un così nobile consesso. Un’ottima compagnia. Lo considero un secondo premio Nobel”, è stato l’ironico commento di Dario Fo, intervistato dal Corriere della Sera.

Dopo le epurazioni negli apparati pubblici dopo il tentativo di golpe di luglio, la morsa di Erdogan ha colpito anche la cultura.

“Quando si fa dell’autarchia culturale è un triste segno. Quando ci si accanisce contro il teatro, contro la cultura vuol dire che si ha paura del punto di vista degli altri. Che ci si sente in pericolo. Il fascismo ha dato il suo peggio quando agonizzava. In questo senso c’è da ben sperare per la Turchia”, ha aggiunto Dario Fo nell’intervista.

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