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Trump positivo al Covid, come cambia ora la campagna elettorale

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 2 Ott. 2020 alle 15:39 Aggiornato il 2 Ott. 2020 alle 20:01
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Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

Il virus non sta svanendo ma colpisce il cuore della Casa Bianca: il presidente Usa Donald Trump è risultato positivo al Coronavirus. Ancora prima che la notizia circolasse per il mondo, la domanda che tutti si sono posti – a un mese dalle elezioni presidenziali – è: cosa succede adesso? Il risultato del test di Trump sembra essere il colpo mortale alla sua campagna elettorale contro l’ex vicepresidente Joseph R. Biden Jr., lo sfidante democratico, e arriva a soli 33 giorni dalle elezioni del 3 novembre.

Trump, che manifesta “sintomi lievi”, dovrà ritirarsi e restare isolato alla Casa Bianca non meno di due settimane, e comunque fino a quando il tampone non restituirà un risultato negativo. Dalla White House fanno sapere che gli eventi della campagna saranno “rinviati o tenuti online”.

In una nota il medico del presidente Usa Sean Conley ha detto che il “presidente e la First lady hanno contratto il Coronavirus, ma stanno bene”. Poi ha sottolineato che Trump continuerà i propri impegni “senza interruzioni”. Ma non è così che andrà.

Per oggi era anche programmata una teleconferenza con “anziani vulnerabili” sul Coronavirus, ed è l’unico impegno che manterrà il presidente costretto a confrontarsi – questa volta in prima persona – coi limiti di una pandemia che ha negato per mesi. Trump è stato aspramente criticato per come ha gestito l’epidemia di Coronavirus negli Usa, che al momento sono il primo Paese al mondo sia per numero di contagi che di decessi. Negli States, infatti, si registrano oltre 7 milioni di infezioni e più di 200mila morti.

Ma al di là di questi impegni annullati, cosa accadrà nel concreto? Esiste la possibilità che saltino le elezioni? Di sicuro Trump dovrà sospendere per almeno due settimane ogni attività pubblica ma, come ci ha già abituati in passato, è prevedibile che la sua presenza virtuale si farà ancora più intensa e aggressiva.

Se la malattia dovesse procedere senza segni tangibili e quindi restare Trump un soggetto asintomatico, non è escluso qualche coup de theatre del presidente, noto per le sue uscite stravaganti. Quanto tutto questo peserà sul voto è difficile dire, ma per Trump il colpo è duro. Per lui, anche un’amara ironia: per mesi ha mostrato di non fidarsi degli scienziati, ma ora è costretto a dipendere dai tamponi del dottor Fauci.

Per quanto riguarda meramente i lavori alla Casa Bianca, invece, la Costituzione americana prevede che nel caso che il presidente fosse “incapacitato a svolgere le sue funzioni”, per esempio se dovesse affrontare un intervento medico, il potere può essere trasferito temporaneamente al vice presidente Mike Pence. È quanto prescrive la terza sezione il famoso 25esimo emendamento della Costituzione che è stato adottato nel 1967 per regolare la successione presidenziale dopo che la nazione aveva dovuto affrontare quattro anni prima lo shock dell’assassinio del presidente John Kennedy.

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