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Una bambina indiana è morta dopo 68 giorni di digiuno religioso

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La tredicenne, che apparteneva alla minoranza religiosa giainista, aveva partecipato a un digiuno rituale di oltre due mesi

I genitori di una bambina di 13 anni morta in seguito a un digiuno durato 68 giorni sono stati denunciati alla polizia indiana da un gruppo in difesa dei diritti dei bambini.

La minore, Aradhana Samdhariya, è deceduta in seguito ad arresto cardiaco il 3 ottobre, il giorno dopo aver partecipato a una processione per celebrare la fine del digiuno rituale, durante la quale aveva sfilato su un carro insieme ai familiari nella cittadina meridionale di Hyderabad.

La tragedia è finita sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e ha sollevato molti interrogativi. La tradizionale tolleranza indiana nei confronti delle pratiche religiose rituali, anche le più estreme, può infatti avere risvolti negativi nel momento in cui manca di proteggere le persone più vulnerabili.

L’organizzazione in difesa dei diritti dei bambini Balala Hakkula Sangham ha scritto nella sua denuncia che molto probabilmente i genitori della bambina l’hanno costretta a digiunare.

“Si è trattato di un crudele omicidio premeditato. Abbiamo chiesto alla polizia di arrestare i genitori della bambina e il sacerdote”, ha dichiarato il presidente onorario del gruppo.

La polizia ha deciso di procedere con le indagini e ha convocato il padre e il nonno della minore per interrogarli sabato 8 ottobre 2016.

Secondo i familiari, la bambina avrebbe scelto liberamente di digiunare per tutti i 68 giorni previsti dal rito. Hanno infatti dichiarato di aver provato a dissuadere la tredicenne, che non ha però voluto interrompere il digiuno rituale praticato dalla comunità giainista durante il periodo sacro di Chaumasa, cominciato nel mese di luglio.

Il giainismo è un’antica religione i cui pilastri sono la non-violenza e l’amore per tutti gli esseri viventi. Il digiuno è un aspetto rituale di questo culto ed è volto alla purificazione del corpo e dello spirito ma può anche servire da penitenza. I fedeli che praticano forme estreme di digiuno sono onorati e tenuti in grande considerazione dalla comunità giainista.

Circa lo 0,4 per cento della popolazione indiana (che si attesta a 1,27 miliardi di persone), appartiene a questo culto, che osserva una dieta strettamente vegetariana.

Oltre ad avere sporto denuncia, corredandola con immagini della processione del 2 ottobre, l’organizzazione Balala Hakkula Sangham ha anche chiesto la custodia di altre due bambine di sette e cinque anni appartenenti alla stessa famiglia messa sotto accusa.

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