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La Svizzera può obbligare le bambine musulmane a nuotare coi compagni maschi

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che non costituisce una violazione della libertà di culto

Di TPI
Pubblicato il 10 Gen. 2017 alle 11:37 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:06
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Immagine di copertina

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Echr) si è espressa in favore della Svizzera in una causa sulla libertà di culto.

Il caso riguarda il diritto o meno dello stato svizzero di obbligare i genitori musulmani a consentire la partecipazione delle proprie figlie alle lezioni di nuoto insieme ai compagni maschi.

l’Echr ha stabilito che l’imposizione interferisce con la libertà di culto, ma non costituisce una violazione e che è lecito che le autorità svizzere decidano di dare la precedenza all’applicazione del curriculum scolastico completo e all’integrazione dei bambini nella società.

La corte era stata chiamata a decidere sulla questione quando due cittadini svizzeri di origine turche si sono rifiutati di consentire alle figlie di partecipare alle lezioni miste obbligatorie di nuoto.

Tuttavia le bambine possono essere esentate solo nel caso in cui abbiano già raggiunto la pubertà.

Nel 2010, la famiglia era stata costretta a pagare una multa di 1.300 euro e si era rivolta all’Echr per denunciare una violazione della Convenzione europea sui diritti umani in materia di libertà di pensiero, coscienza e culto.

La sentenza afferma: “L’interesse dei bambini in un’istruzione completa, che faciliti la loro integrazione sociale in accordo con gli usi e i costumi locali, prevale sul desiderio dei genitori di esentare le proprie figlie dalle lezioni miste di nuoto”.

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