Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 17:31
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Le suore che si battono per coltivare marijuana in California

Immagine di copertina

Le Sisters of the Valley, non affiliate a nessuna Chiesa, producono medicinali a base di cannabis, ma ora una legge potrebbe interrompere la loro attività

A Merced, città di circa 80.000 abitanti nella California centrale, un convento di suore vuole sfidare la legge per continuare a coltivare marijuana.

Le Sisters of the Valley sono un ordine di suore decisamente anomalo, a partire dal loro credo: non sono infatti affiliate a nessuna istituzione religiosa ufficiale, e si rifanno a idee associate alla spiritualità new age, all’ambientalismo, al femminismo e al progressismo in ambito politico.

Inoltre, i membri dell’ordine sono soltanto tre, e il convento consiste in una casa con tre stanze da letto, in cui vivono Sorella Kate, Sorella Darcy e suo figlio. 

Tra le loro attività quotidiane rientra la coltivazione di piante di marijuana nel garage della casa/convento, volta alla produzione di tintura di cannabidiolo, utilizzata legalmente come medicinale in California, che vendono attraverso la piattaforma online Etsy.

Recentemente c’è stato però un imprevisto per le loro attività: dopo 19 anni dalla legalizzazione della cannabis a livello terapeutico nello stato, per un errore legislativo ora in alcuni singoli comuni è stata vietata la coltivazione, e tra questi Merced.

Da un giorno all’altro le sorelle sono quindi diventate delle criminali agli occhi della legge, almeno finché i legislatori non prenderanno provvedimenti per correggere l’errore.

Sorella Kate ha quindi dichiarato “Non accetteremo il divieto. È contro il volere della gente, e questo lo rende innaturale e immorale”, e ha dato il via a una serie di iniziative, come bombardare di telefonate il municipio, per far sì che gli altri coltivatori locali si uniscano a lei nella protesta. 

Nelle prossime settimane si saprà se il governo cittadino darà ascolto alle sue richieste attivandosi per ripristinare la legge precedente o se il divieto di coltivazione verrà mantenuto.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Dalla Polonia al Brasile: le notizie dal mondo di questa settimana
Esteri / Regno Unito, la regina Elisabetta II ha trascorso la notte in ospedale: è la prima volta in 8 anni
Esteri / Ecco come Amazon trucca i risultati di ricerca per favorire i propri brand e schiacciare le piccole imprese
Ti potrebbe interessare
Esteri / Dalla Polonia al Brasile: le notizie dal mondo di questa settimana
Esteri / Regno Unito, la regina Elisabetta II ha trascorso la notte in ospedale: è la prima volta in 8 anni
Esteri / Ecco come Amazon trucca i risultati di ricerca per favorire i propri brand e schiacciare le piccole imprese
Esteri / Il business militare di Amazon con Israele rischia di reprimere i palestinesi: vi sveliamo come
Esteri / “Una persona è vecchia quando si sente tale”: la regina Elisabetta rifiuta il premio “Anziani dell’anno”
Esteri / Facebook cambierà nome: presto l’annuncio ufficiale
Esteri / Le femministe fanno causa a Miss France: “Spettacolo sessista e discriminatorio”
Esteri / Regno Unito, torna a fare paura il Covid: oltre 200 morti al giorno e 43mila casi. Sotto osservazione nuova mutazione
Esteri / Caso Polonia, Von der Leyen: “Sentenza della corte polacca è sfida all’Ue”. Morawiecki: “No a ricatti”
Esteri / Morto Colin Powell, primo afroamericano a ricoprire il ruolo di segretario di Stato Usa