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Strasburgo, perché si pensa a un attentato di matrice islamica

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Photo by Frederick FLORIN / AFP

Gli spari a Strasburgo hanno fatto subito pensare a un atto di terrorismo. E la mente è subito corsa alla matrice islamica.

Al momento il sottosegretario al ministero dell’Interno francese, Laurent Nunez, spiega che la “matrice terroristica” dell’attentato “in questo momento non può essere confermata”.

“Dobbiamo stare molto attenti quando parliamo di un attacco”, ha commentato a Franceinfo.

“L’aggressore (Cherif Chekatt, ndr) non era conosciuto per reati legati al terrorismo. Durante la sua permanenza in carcere che è stata rilevata una radicalizzazione della pratica religiosa ed è stato monitorato”, ha precisato.

Strasburgo, perché si pensa a un attentato di matrice islamica

Ma l’immediato collegamento degli spari a Straburgo con la matrice terroristica ha un suo fondamento.

Il mercato di Natale di Strasburgo è infatti un luogo simbolo, di Europa e cristianità. Addirttura più nel mirino della Tour Eiffel.

Già nel 2000 il mercato era stato oggetto di un tentato attacco terroristico, sventato in anticipo. Allora l’attacco era stato preparato da un gruppo affiliato di Osama bin Laden con base a Francoforte ed era stato smantellato dalla polizia tedesca, in collaborazione con quella francese, il 20 dicembre, a pochi giorni dalle festività natalizie.

L’inchiesta aveva focalizzato le sue ricerche su un video di immagini della folla al mercatino con un commento di un terrorista che definiva i frequentatori “nemici di Allah”.

“Andrete all’inferno se Dio vuole”. Dal video si intuiva che anche la famosa cattedrale gotica di Strasburgo era nel mirino.

Dozzine di chili di esplosivo furono allora ritrovati dalla polizia, confermando che il progetto di attentato era simile a quelli in Francia nel 1995 e nel 1996, alle stazioni metro di St Michel, che provocò la morte di 8 persone, e a quella di Port Royal in cui morirono 4 persone, entrambi attribuibili ai fondamentalisti algerini.

Strasburgo, come la regione di Lione, sono comunque noti da sempre come bastioni dell’Islam radicale. Lo scorso anno almeno 200 persone residenti nell’area sono state segnalate come possibili radicalizzati a carattere terrorista.

A conferma dell’esistenza di una “filiera strasburghese” di matrice algerina anche Foued Mohamed-Aggad, uno degli assalitori del Bataclan nel 2015, nato in Alsazia e con molti legami nella città francese.

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