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Gli Stati Uniti bloccano i finanziamenti al fondo Onu per la popolazione

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L'amministrazione Trump accusa l'Unpf di sostenere l'aborto coercitivo e la sterilizzazione involontaria

Il Dipartimento di stato degli Stati Uniti ha annunciato che bloccherà i finanziamenti diretti allo United Nation Population Fund (Unpf), l’agenzia dell’Onu che si occupa di pianificazione familiare e della salute di madri e bambini in circa 150 paesi del mondo.

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La decisione di rifiutare i finanziamenti per il 2017 ufficialmente è dovuta all’attività a sostegno dell’aborto coercitivo e della sterilizzazione involontaria. È il primo dei tagli voluti dal presidente Trump nel sostegno alle organizzazioni straniere.

Nel mese di gennaio 2017 l’amministrazione statunitense aveva reintrodotto la cosiddetta Mexico City Policy per bloccare il supporto a qualsiasi tipo di organizzazione che diffonda informazioni sull’interruzione di gravidanza. In termini economici, si tratta di circa mezzo miliardo di dollari.

Nella nota trasmessa dall’agenzia si legge che la “sua missione è assicurare che ogni gravidanza sia desiderata, ogni nascita sia sicura e che il potenziale di ogni persona giovane sia soddisfatto”. L’organizzazione delle Nazioni Unite evidenzia che gli aiuti arrivati dagli Stati Uniti negli anni hanno permesso di salvare migliaia di madri da morte e disabilità.

I fondi bloccati saranno destinati all’Agenzia per lo sviluppo internazionale che si occupa di piani per le famiglie e a sostengo della fertilità. La decisione della Casa Bianca è stata accolta con dispiacere dalle Nazioni Unite che hanno sottolineato la maggiore efficacia della diplomazia rispetto alla forza militare nel contrasto al terrorismo.

Anche il presidente George W. Bush aveva preso una decisione analoga tra il 2002 e il 2008 per il presunto sostegno dell’Unpf alla politica di contenimento delle nascite in Cina. In quell’occasione l’agenzia aveva parlato di 2 milioni di gravidanze indesiderate e della morte di 77mila bambini che potevano essere evitate. 

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