Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:17
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Sposa a 9 anni

Immagine di copertina

Una legge potrebbe legalizzare lo stupro familiare e permettere agli uomini di sposare bambine di 9 anni

Una nuova bozza di legge rischia di peggiorare ulteriormente la situazione dei diritti delle donne e dei minori in Iraq. La “Jaafari personal status law“, dal nome del sesto Imam ai cui precetti si ispirerebbe, è attualmente in discussione in parlamento e riguarderebbe la popolazione sciita del paese (circa il 55 per cento).

Una sua approvazione porterebbe alla legalizzazione dello stupro familiare, all’abbassamento dell’età matrimoniale a 9 anni per le femmine e 15 per i maschi e a numerose restrizioni che ridurrebbero le donne in un vero e proprio stato di segregazione. Queste ultime infatti non potrebbero più uscire di casa senza il permesso del marito, non otterrebbero la custodia dei figli in caso di divorzio e sarebbero obbligate ad avere rapporti sessuali con i propri coniugi.

«È una legge – spiega Claudio Lo Jacono, storico, islamista e Presidente dell’Istituto per l’Oriente – che cerca giustificazione nella diatriba storica intorno all’età di Aisha, terza moglie del profeta Maometto, che, secondo alcuni, avrebbe avuto nove anni al momento della consumazione del matrimonio. A parte il fatto che non esistono conferme al riguardo, è ridicolo che si usi un episodio risalente al settimo secolo per giustificare una legge scellerata».

La volontà del governo, guidato dal primo ministro Nuri Al-Maliki, è quella di lavorare sulla “pancia” dell’elettorato per ottenere consenso, stimolando il sentimento identitario come atto d’indipendenza dall’Occidente.

«Il conflitto che dal 2003 ha stravolto il Paese – continua Lo Jacono – ha risvegliato nei cittadini iracheni un forte risentimento nei confronti delle potenze occidentali. Questa legge va letta come un atto di ribellione che, altrimenti, non avrebbe mai attecchito in uno degli stati più laicizzati del Medio Oriente. L’intento del governo è quello di rintracciare e indirizzare in proprio favore il malcontento delle masse e delle frange legate al fondamentalismo islamico. Un parallelo con l’Afghanistan? Direi che è l’esempio più calzante».

La legge, dice Human Rights, violerebbe infatti la “Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne” del 1986 e la “Convenzione sui diritti dei bambini” del 1994, entrambe ratificate dallo stato iracheno. «Quelle convenzioni – spiega Lo Jacono – non hanno alcun valore in questo momento storico. Anzi, sono viste come un’imposizione occidentale».

La legge rappresenta anche uno spot elettorale per Al-Maliki in vista delle elezioni politiche del 30 aprile, ma le associazioni attente alla salvaguardia dei diritti civili si stanno già muovendo per opporsi alla proposta governativa. «Questa tendenza verso un settarismo ideologico – dice Martina Pignatti Morano, presidente dell’associazione di volontariato “Un Ponte per…”, – è preoccupante e si è rafforzata dall’inizio del conflitto. Vedove che hanno perso il marito in guerra sono state costrette a mendicare o prostituirsi per poter sopravvivere e già dalle scuole elementari maschi e femmine vengono divisi».

Come racconta Pignatti, il fenomeno è in preoccupante aumento e le soluzioni tutte a lungo termine: «Solo adesso si iniziano a ottenere risultati dal punto di vista politico, con liste civiche impegnate su queste tematiche che hanno riscosso successo alle ultime elezioni locali. A livello culturale, poi, è necessario dare il via a una vera e propria battaglia per l’emancipazione della donna».

Ti potrebbe interessare
Esteri / Sparatoria alla cena di Trump, uomo continua a mangiare mentre scoppia il panico
Esteri / Un’ex modella porno tra i sabotatori di Nord Stream 2: “La più coraggiosa dei sommozzatori”
Esteri / Trump insulta la giornalista dopo il fallito attentato: "Non sono un pedofilo, vergognati”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Sparatoria alla cena di Trump, uomo continua a mangiare mentre scoppia il panico
Esteri / Un’ex modella porno tra i sabotatori di Nord Stream 2: “La più coraggiosa dei sommozzatori”
Esteri / Trump insulta la giornalista dopo il fallito attentato: "Non sono un pedofilo, vergognati”
Esteri / Il medico di Gaza in carcere in Israele senza processo: domani Hussam Abu Safiya rischia altri sei mesi di prigione
Esteri / DeepSeek presenta in Cina il nuovo programma di intelligenza artificiale V4
Esteri / Netanyahu: "Avevo un tumore alla prostata. Ma grazie a Dio ho sconfitto anche lui"
Esteri / Il figlio muore a 23 anni, la mamma decide di ricorrere al suicidio assistito: “Senza di lui non esisto”
Esteri / "Il ministro degli Esteri dell'Iran atteso in Pakistan per riprendere i colloqui con gli Usa"
Esteri / Meta licenzierà un dipendente su 10 per finanziare gli investimenti nell’Intelligenza artificiale
Esteri / Aveva scommesso sulla caduta di Maduro subito prima del raid: arrestato un soldato delle forze speciali Usa