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Home » Esteri

Un torero è stato ucciso in una corrida a Valencia, non succedeva dal 1992

Immagine di copertina

Victor Barrio, 29 anni, era diventato matador nel 2012. È morto a causa delle gravi ferite inferte dalle corna del toro che hanno perforato i polmoni

Un video girato nel momento fatale mostra il torero e il toro che si affrontano nell’arena. È il momento dell’epilogo, della stoccata finale che decreterà l’uccisione dell’animale indifeso e la vittoria dell’uomo sul toro. Ma non stavolta. A pochi minuti dalla fine, il toro sembra ribellarsi a quella sfida mortale e incorna ripetutamente il suo matador, prima al fianco e poi al petto. 

Per Victor Barrio, 29 anni, di Segovia, non c’è più nulla da fare nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi. Muore lì su quell’arena di terra e polvere, incornato da un toro di 529 chili. Non succedeva dal 1992. 

Tutto ciò è accaduto sabato 9 luglio, nella Plaza de Toros a Teruel, a 140 chilometri da Valencia durante la “feria dell’ Angel”. Per il giovane torero le ferite inferte dall’animale sono state fatali. 

L’animale ha prima sollevato Barrio da terra e poi lo ha colpito almeno quattro volte sul fianco e poi sul petto. Fatale la ferita ai polmoni. Il giovane è stato immediatamente soccorso e trasportato in infermeria, ma per lui non c’è stato più nulla da fare. 

Gli organizzatori hanno sospeso la corrida in seguito alla tragedia. 

Prima di perseguire il suo sogno di diventare un “matador”, Victor Barrio lavorava in un campo da golf. Riuscì a raggiungere il suo obiettivo nel 2012. 

(Qui sotto Victor Barrio durante una corrida l’8 aprile scorso. Credit: Facebook)

La morte di Barrio ha riacceso il dibattito sulle corride: da un lato i difensori delle tradizioni e dall’altra quelli che sostengono a gran voce i diritti degli animali. Tuttavia, sono state tante le città spagnole che negli anni hanno messo al bando le fiere con i tori.

A Barcellona e in tutta la Catalogna sono proibite le manifestazioni che prevedono la morte degli animali. A Valencia, invece, sono stati vietati i bou embolat, ossia l’antica tradizione di accendere un fuoco sopra le corna dell’animale che inizia a correte terrorizzato.  

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