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La Spagna sta dedicando a donne illustri molte strade dai nomi legati al franchismo

A Barcellona in 14 anni le strade dedicate a donne sono aumentate del 20 per cento

Di TPI
Pubblicato il 2 Dic. 2016 alle 16:50 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:08
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Immagine di copertina

Nonostante il regime di Francisco Franco in Spagna sia caduto da oltre 40 anni, girando per le città spagnole si possono trovare ancora molte strade dedicate a esponenti di quel regime. Quando una dittatura cade, una delle prime cose che avvengono è quella di modificare la toponomastica legata a quel periodo, come è successo per esempio in Italia dopo la caduta del fascismo.

Questa insolita lentezza nel rimuovere i nomi legati al passato è dovuta con tutta probabilità alla transizione dei poteri dalla dittatura alla democrazia avvenuta in Spagna, dove il regime franchista non fu rovesciato da un colpo di mano o da una rivolta, ma avvenne in pieno accordo con Franco e i suoi generali.

Tuttavia, una legge del febbraio 2007 ha decretato la graduale rimozione di tutti i nomi di strade e spazi pubblici che facessero riferimento alla dittatura franchista. In quel momento, il 90 per cento delle strade spagnole risultavano dedicate a uomini; le poche riferite a donne erano principalmente dedicate a sante.

Proprio in quegli anni, complice questa legge che ha permesso di assegnare nuovi nomi a strade già esistenti, la tendenza nelle città spagnole è iniziata a cambiare. Emblematico è il caso di Barcellona, dove le strade dedicate a donne sono passate dal 7 per cento del 1996 al 27,7 per cento del 2010.

Anche Valencia sta adottando una tendenza simile. Tra le strade di nuova istituzione sono l’80 per cento quelle intitolate a donne. A ricevere maggior attenzione sono le protagoniste e vittime della guerra civile spagnola, ma anche figure storiche e simboli dei diritti civili di rilevanza internazionale, come Rosa Parks, a cui la città di León ha dedicato una via in seguito a un voto popolare.

La Spagna è sicuramente uno dei paesi in cui questa tendenza è maggiormente accentuata. Una ricerca condotta nel 2015 su sette città del mondo (Londra, Parigi, San Francisco, Mumbai, New Delhi, Bangalore e Chennai) ha mostrato come la media di strade dedicate alle donne sia del 27,7 per cento.

In Italia le vie intitolate a donne sono solamente una piccola parte. A Roma una ricerca del 2012 ha certificato come solamente il 3,5 per cento delle strade sia dedicata a donne, contro il 45,7 per cento dedicato a uomini. La restante metà porta il nome di oggetti o concetti immateriali, come città e  toponimi locali – da via del Corso a via Tiburtina, fino a viale della Letteratura, solo per citare alcuni esempi.

Tra le poche donne a Roma c’è però – fin dall’inizio del Novecento – un caso abbastanza insolito: quello di Beatrice Cenci, cui è dedicata una strada nel centro della capitale. La vicenda personale di questa ragazza, vittima di abusi dal padre, si tratta di un caso rarissimo di strada dedicata a una parricida.

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