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Parigi, Madrid, Atene e Città del Messico vogliono vietare le auto diesel entro il 2025

Saranno incentivati altri tipi di veicoli, i mezzi pubblici e gli spostamenti a piedi. I motori a gasolio sono criticati per i loro danni alla salute dei cittadini

Di TPI
Pubblicato il 2 Dic. 2016 alle 13:10 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:07
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I sindaci di Parigi, Madrid, Atene e Città del Messico vogliono vietare entro il 2025 le automobili a diesel per migliorare la qualità dell’aria delle loro città.

Per raggiungere l’obiettivo saranno dati incentivi economici per favorire l’utilizzo di altri tipi di veicoli e dei mezzi pubblici, promuovendo gli spostamenti in bicicletta e a piedi.

L’impegno è stato preso a Città del Messico, durante l’incontro biennale dei sindaci delle 80 città più grandi al mondo, che rappresentano complessivamente una popolazione di 600 milioni di persone e un quarto dell’economia globale.

Negli ultimi anni il diesel è stato oggetto di crescenti critiche e preoccupazioni per il suo impatto sull’ambiente. L’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) ha dichiarato che tre milioni di morti al mondo ogni anno sono imputabili all’inquinamento dell’aria.

I motori a gasolio produco il particolato e gli ossidi di azoto (NOx). Queste polveri sottili aggrediscono i polmoni e contribuiscono a sviluppare malattie cardiovascolari.

I gruppi ambientalisti hanno fatto pressioni sulle amministrazioni per una legislazione più restrittiva.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha annunciato che vieterà l’ingresso nell’Area C della metropoli a tutte le auto diesel che non siano Euro 6 e ha previsto per quest’ultime una tassa extra pari a 25,3 euro al giorno.

Anche Parigi ha intrapreso una serie di misure per diminuire il traffico nelle vie del centro. I veicoli immatricolati prima del 1997 non possono circolare in città e le restrizioni aumenteranno gradualmente ogni anno. Una volta al mese gli Champs-Élysées sono chiusi al traffico, mentre recentemente un tratto di tre chilometri è stata pedonalizzato lungo la Senna

A Barcellona la possibilità di utilizzare biciclette pubbliche ha ridotto di circa 9mila tonnellate le emissioni di CO2, l’equivalente di quelle prodotte da un’automobile che ha percorso 33 milioni di chilometri.

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