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Il caso Caruana Galizia arriva al parlamento Europeo

Inizia oggi la sessione plenaria del parlamento Europeo. Si parlerà di libertà di stampa e protezione dei giornalisti

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 23 Ott. 2017 alle 08:52 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:51
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Immagine di copertina

A Strasburgo inizia oggi, lunedì 23 ottobre, la sessione plenaria del parlamento Europeo che proseguirà fino al 26 ottobre.

Le plenarie di Strasburgo, convocate una volta al mese, servono a discutere e votare proposte di legge, emendamenti e risoluzioni. Il resto delle attività, in particolare delle commissioni, avviene a Bruxelles, mentre i dipartimenti amministrativi del Segretariato sono a Lussemburgo.

Le istituzioni europee si basano sul principio del bicameralismo imperfetto. Le deleghe sono infatti distribuite tra parlamento e Consiglio dell’Unione Europea, una sorta di Consiglio dei ministri europei.

La sessione plenaria di oggi sarà dedicata anche alla discussione sulla libertà di stampa e alla protezione dei giornalisti, soprattutto dopo l’assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa il 16 ottobre scorso da una bomba che ha fatto esplodere la sua automobile a Bidnija, nell’isola di Malta.

Daphne Caruana Galizia, che aveva denunciato alla polizia di aver ricevuto minacce di morte, aveva lavorato ai MaltaFiles, l’inchiesta internazionale che indicava l’isola come lo Stato mediterraneo che fa da base pirata per l’evasione fiscale nell’Unione europea.

Una delle sue inchieste più recenti aveva anche lanciato ombre su Michelle Muscat, moglie del primo ministro, accusata di essere la beneficiaria di una società con sede a Panama che muoveva ingenti quantità di denaro su conti bancari in Azerbaigian.

Caruana, spesso zittita dalle autorità, pubblicava le inchieste sul suo blog. L’ultimo aggiornamento l’aveva fatto alle 2.35, pochi minuti prima di saltare in aria a bordo della sua Peugeot 108, a pochi metri da casa sua. 

Sono ancora molte le piste aperte sulla morte della donne, una delle più credibili riguarda il contrabbando di carburante tra Libia e Italia, sul quale la giornalista stava indagando.

Questo traffico era anche al centro dell’inchiesta “Dirty Oil” portata avanti dalla procura di Catania.

È la reporter statunitense Ann Marlowe che dalle pagine di Rainews24 fa notare come l’esplosivo utilizzato per uccidere Daphne Caruana Galizia sia lo stesso utilizzato dai terroristi libici: il Semtex.

A legare il delitto Galizia a questo tipo di business c’è anche un suo post di una anno fa sul blog Running Commentary: “Un’altra bomba in un’auto e un’altra vittima. E ho pensato: ecco un altro trafficante di diesel. Perché il modello che emerge dagli assassinii degli ultimi anni è che i contrabbandieri di diesel vengono fatti esplodere nelle loro auto, i narcotrafficanti sono uccisi da sicari”.

Nella serata del 22 ottobre, migliaia di maltesi sono scesi in piazza per segnalare il loro desiderio d’unità dopo l’assassinio di Daphne Caruana Galizia.

Gli organizzatori hanno chiesto di presenziare con la bandiera maltese, senza alcun segno d’appartenenza politica e hanno vietato ai politici di prendere la parola.

Libertà di stampa in Italia

Il rapporto del 2017 sulla libertà di stampa realizzato da Reporters sans Frontieres (Rsf) “riflette un mondo in cui gli attacchi contro i media sono diventati ordinari e gli uomini forti sono in ascesa”.

Nell’indice, in cui si evidenzia la libertà d’informazione in paesi come Norvegia (prima), Svezia (seconda) e Finlandia (terza), si assiste a una risalita dell’Italia: dal 77esimo posto del 2016 all’attuale 52esimo. Il nostro Paese si trova a metà classifica insieme, tra gli altri, a Polonia, Ucraina, Grecia, Kenya, Tanzania, Senegal, Brasile, Argentina.

Sotto di noi Russia, Messico, India, Angola, Algeria, Bulgaria, Kazakistan. In fondo alla classifica Cina, Iran, Arabia Saudita, Egitto, Vietnam, Libia.

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