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Serbia, patriarca ortodosso 90enne muore di Covid: si era contagiato al funerale-focolaio di un vescovo negazionista

Immagine di copertina
Credits: EPA/ANDREJ CUKIC

Serbia, patriarca ortodosso morto di Covid: contagiato al funerale di un vescovo negazionista

Il 90enne patriarca ortodosso Irinej è morto di Covid-19 in Serbia: era risultato positivo a inizio novembre dopo aver preso parte in Montenegro al funerale – trasformatosi in un focolaio – del vescovo negazionista Amfilohije Radovic. Irinej era stato ricoverato in un ospedale militare. Inizialmente le sue condizioni erano sembrate non preoccupanti, nonostante l’età avanzata. Poi, però, il repentino peggioramento: negli ultimi giorni il patriarca aveva sofferto per alcune complicazioni cardiovascolari e respiratorie, per le quali era stato anche intubato. Fino alla morte, avvenuta ieri. Era risultato positivo al Coronavirus pochi giorni dopo il suo rientro in patria, dopo aver dato l’ultimo addio a Radovic.

In quell’occasione, il modo in cui è stato condotto il funerale del vescovo – migliaia di persone presenti, molte senza mascherine, tutte indifferenti alle norme che impongono il distanziamento sociale per evitare nuovi contagi – aveva fatto molto discutere in tutta Europa. Lo stesso Radovic, famoso per le sue posizioni negazioniste del Covid, diceva ai suoi fedeli che “in attesa del vaccino” c’erano “i pellegrinaggi, il Vaccino di Dio”. Le esequie si erano trasformate in un vero e proprio focolaio, visto che oltre a Irinej diverse altre persone erano risultate contagiate.

Irinej, al secolo Miroslav Gavrilović, era il 45esimo patriarca della Chiesa ortodossa serba dal gennaio 2010. Considerato un uomo che stava su posizioni conciliatrici tra gli ortodossi più conservatori e quelli più riformisti, secondo i media serbi sarà adesso sepolto nella cripta della Cattedrale ortodossa di San Sava a Belgrado.

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