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Scontro a distanza tra il leader palestinese Abbas e il premier israeliano Netanyahu

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Entrambi sono intervenuti davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite giovedì 22 settembre e non hanno risparmiato le stoccate

Nella terza giornata dell’annuale Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si sono scontrati a distanza.

Parlando di fronte agli altri capi di stato e di governo, Abbas ha detto che il Regno Unito dovrebbe chiedere scusa al popolo palestinese per la dichiarazione Balfour con la quale, nel 1917, diede il suo appoggio alla creazione di una nazione ebraica in Palestina.

“Mentre ci avviciniamo al centesimo anniversario di quella scellerata dichiarazione, chiediamo alla Gran Bretagna di trarne lezione e di assumersi la responsabilità storica, legale, politica, materiale e morale delle conseguenze della dichiarazione, incluso scusarsi con il popolo palestinese per le catastrofi, la miseria e l’ingiustizia che essa ha causato e agire per porre rimedio a questo disastro e alle sue conseguenze, a partire dal pieno riconoscimento dello stato della Palestina”, ha detto Abbas. “È il minimo che la Gran Bretagna possa fare”.

Il presidente palestinese ha chiesto alle Nazioni Unite di rendere il 2017 l’anno in cui l’occupazione israeliana dei territori palestinesi avrà fine e di potenziare lo status politico e legale della Palestina in modo da ottenere il pieno riconoscimento come stato membro delle organizzazioni internazionali.

L’intervento di Netanyahu è stato poco tempo dopo quello della controparte palestinese, fra di essi è intervenuto solo il primo ministro norvegese. Il premier israeliano ha esordito deridendo Abbas per essersi concentrato sulla dichiarazione Balfour suggerendogli di far causa al Regno Unito.

Nel suo discorso, Netanyahu si è lamentato per le volte in cui le Nazioni Unite hanno criticato Israele: “L’Onu ha cominciato come forza morale, ed è diventato una farsa morale”, ha detto il primo ministro con il suo usuale tono caustico, aggiungendo che man mano che i paesi membri si rivolgono a Tel Aviv per cooperare in materia di terrorismo, sicurezza cibernetica e condivisione di intelligence, ma anche sanità e agricoltura, l’ostilità delle Nazioni Unite nei confronti di Israele dovrà venir meno.

Netanyahu, inoltre, ha invitato Abbas a parlare davanti al parlamento israeliano, la Knesset, aggiungendo che andrebbe volentieri a parlare al Consiglio legislativo palestinese di Ramallah, ma non è chiaro se l’offerta del primo ministro fosse seria o sarcastica come alcuni dei passaggi precedenti del suo intervento.

Il parlamento palestinese non si riunisce dal 2007 e l’unico leader arabo ad apparire di fronte alla Knesset fu il presidente egiziano Anwar Sadat nel 1977.

Ad ogni modo, il duello a distanza segnala con drammatica chiarezza quanto fievoli siano le speranze di rivitalizzare il processo di pace israelo-palestinese.

— Leggi anche: Quello che deve cambiare per risolvere il conflitto israelo-palestinese

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