Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Gli scontri tra attivisti e coltivatori di oppio in Birmania

Immagine di copertina

Vigilantes della chiesa battista hanno tentato di distruggere i campi di papavero da oppio nel nord del paese

Si sono verificati degli scontri nel nord della Birmania tra i coltivatori di oppio e i vigilantes anti-droga cristiani che tentavano di distruggere le coltivazioni di papaveri.

Gli attivisti della chiesa battista connessa al gruppo di Pat Jasan hanno riferito che tre di loro sono rimasti feriti in un’imboscata e che i coltivatori hanno sequestrato altre trenta persone.

La settimana scorsa, almeno tremila attivisti e alcuni membri della milizia Pat Jasan si erano accampati nei pressi di un checkpoint dell’esercito nello stato di Kachin, chiedendo di passare. I vigilantes erano stati bloccati dalle forze di sicurezza che stanno sorvegliando il conflitto.

Secondo la Bbc, il governo dello stato di Kachin ha negoziato con gli attivisti il loro passaggio. I media birmani riferiscono invece che l’impasse è stata superata quando le autorità hanno permesso agli attivisti di distruggere alcuni campi d’oppio mercoledì 24 febbraio 2016. I vigilantes si sono quindi scontrati con i coltivatori che tentavano di difendere i propri campi.

La Birmania si è impegnata a sradicare la produzione d’oppio, ma la coltivazione e lo smercio della droga sul mercato nero rimane una fonte di sostentamento per coltivatori, gruppi ribelli, milizie e persino per l’esercito birmano.

L’oppio era usato nella medicina tradizionale per trattare la diarrea, la dissenteria e altri malanni. Ma nel corso degli ultimi dieci anni la produzione commerciale di papaveri si è radicata nel paese a causa della domanda di eroina in Cina, Australia e Giappone.

L’Ufficio per le droghe e il crimine dell’Onu (Unodc) ha reso noto nella sua indagine relativa al Sud Est asiatico che il papavero da oppio coltivato in Birmania e Laos è stato raffinato in una quantità di eroina di bassa qualità, tra le 73,1 e le 82,3 tonnellate solo nel 2015. Ha anche riferito che i gruppi transazionali del crimine organizzato ricavano profitti enormi da questo commercio.

Fino alla fine del Ventesimo secolo, la Birmania, che è parte del cosiddetta “triangolo d’oro” assieme al Laos e alla Thailandia, era la più grande produttrice d’oppio del mondo. Attualmente, la Birmania è al secondo posto, dopo l’Afghanistan.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan