Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 21:38
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

La Russia promette ritorsioni in risposta all’espulsione dei diplomatici

Immagine di copertina

In seguito alla presunta intromissione della Russia nelle elezioni presidenziali, ieri Barack Obama ha deciso di espellere funzionari di Mosca accusati di essere spie

La Russia ha promesso ritorsioni dopo l’espulsione avvenuta giovedì 29 dicembre dagli Stati Uniti dei 35 diplomatici accusati da Washington di essere agenti dei servizi segreti di Mosca e di avere interferito nelle elezioni presidenziali americane con presunti hackeraggi ai danni del partito democratico.

Inoltre ieri le autorità statunitensi hanno negato l’accesso a due sedi a New York e nel Maryland di proprietà del governo russo perché sospettate di essere state utilizzate per attività di intelligence.

Come prima risposta le autorità russe hanno chiuso la scuola anglo-americana di Mosca, frequentata da bambini del personale d’ambasciata britannico e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità. Secondo la Cnn è stato chiuso anche l’accesso alla residenza di vacanza dell’ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca.

Le sanzioni “sono una risposta ai tentativi russi di nuocere agli interessi americani. Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe”, aveva detto ieri il presidente uscente Barack Obama.

La Casa Bianca afferma di temere ora interferenze russe anche sulle elezioni in Europa. La Russia ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nei presunti hackeraggi.

Durante la campagna elettorale per le presidenziali attraverso Wikileaks erano state diffuse le email private rubate dai server del comitato elettorale dei democratici.

Dopo il suo insediamento, il prossimo 20 gennaio, il presidente eletto Donald Trump, che si è sempre schierato contro l’idea che la Russia avesse influenzato il voto, dovrà decidere se revocare o meno le sanzioni. Intanto il presidente eletto afferma di voler incontrare l’intelligence e cerca di minimizzare la faccenda invitando a passare a “cose migliori e più grandi”. 

**Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata.**

Ti potrebbe interessare
Esteri / Nato, i leader: "Da Cina e Russia minacce alla sicurezza". Draghi: "Riaffermare alleanza Usa"
Esteri / Putin: "Navalny? Non abbiamo l'abitudine di assassinare nessuno"
Esteri / Scandalo 1MDB: ex rapper dei Fugees accusato di pressioni per convincere Trump a non indagare
Ti potrebbe interessare
Esteri / Nato, i leader: "Da Cina e Russia minacce alla sicurezza". Draghi: "Riaffermare alleanza Usa"
Esteri / Putin: "Navalny? Non abbiamo l'abitudine di assassinare nessuno"
Esteri / Scandalo 1MDB: ex rapper dei Fugees accusato di pressioni per convincere Trump a non indagare
Esteri / Sversamento di idrocarburi a largo della Corsica: “Si rischia il disastro ambientale”
Esteri / Sudan, scarcerato Marco Zennaro: l'imprenditore italiano è ai domiciliari in hotel 
Esteri / Israele chiude la più importante organizzazione sanitaria palestinese. A rischio lotta al Covid
Esteri / Nuovi raid in Siria, bombardato un ospedale ad Afrin: almeno 18 morti
Esteri / La Regina Elisabetta taglia la torta con una spada: il video è esilarante
Esteri / È morto l’uomo con la famiglia più grande al mondo: aveva 38 mogli e 89 figli
Esteri / La variante Delta spaventa il mondo. Contagiosità, efficacia dei vaccini: cosa sappiamo