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La riunione del Consiglio Affari esteri Ue a Lussemburgo

I ministri degli Esteri europei si sono incontrati a Lussemburgo. Al centro del dibattito le parole di Trump riguardo l'accordo sul nucleare iraniano e le nuove sanzioni alla Corea del Nord

Di Giuseppe Loris Ienco
Pubblicato il 16 Ott. 2017 alle 20:42 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:51
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Immagine di copertina

Nel corso della riunione del 16 ottobre a Lussemburgo, il Consiglio Affari esteri dell’Unione europea ha confermato il proprio supporto all’accordo sul nucleare iraniano del 2015 nonostante le critiche di pochi giorni fa da parte di Donald Trump e ha invitato gli Stati Uniti a non reintrodurre sanzioni nei confronti di Teheran.

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I ministri degli Esteri europei hanno affermato che un eventuale fallimento dell’intesa potrebbe avere gravi ripercussioni sulla pace in Medio Oriente, oltre a compromettere gli sforzi per contrastare le ambizioni nucleari della Corea del Nord.

“In quanto europei temiamo che la decisione del presidente statunitense possa alimentare tensioni con l’Iran” ha detto ai giornalisti Sigmar Gabriel, ministro degli Esteri tedesco.

Dopo un confronto a porte chiuse sulla questione iraniana presieduto da Federica Mogherini, Alto rappresentante della Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, i ministri presenti a Lussemburgo hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in difesa dell’accordo del 2015, in quanto fondamentale nel prevenire la proliferazione nucleare.

“La non proliferazione è un elemento chiave per la sicurezza internazionale e un’eventuale rottura dell’intesa potrebbe essere estremamente pericolosa” ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian.

“Speriamo che il Congresso statunitense non metta a rischio l’accordo”, ha aggiunto Le Drian.

Il prossimo mese Federica Mogherini si recherà a Washington per intavolare un confronto ed evitare lo strappo.

Un’altra questione al centro del dibattito a Lussemburgo è stata quella relativa al programma di sviluppo di missili balistici di Teheran.

L’Unione europea vuole lo smantellamento del programma, definito dalle autorità iraniane “puramente difensivo”.

Nonostante le divergenze, l’Alto rappresentante Mogherini ha detto che a Lussemburgo i ministri non hanno discusso riguardo l’introduzione di nuove sanzioni.

Nuove sanzioni alla Corea del Nord

Nell’ambito della lotta ai programmi nucleari e balistici della Corea del Nord, il Consiglio Affari esteri ha introdotto nuove sanzioni contro il regime di Pyongyang.

I ministri hanno firmato un nuovo pacchetto di misure che introduce un bando agli investimenti nel paese e un blocco alle esportazioni di petrolio dall’Europa.

Sono state inoltre rafforzate le restrizioni sui trasferimenti di denaro da parte dei lavoratori nordcoreani residenti in Europa, una parte dei quali potrebbe proprio contribuire al finanziamento dei suddetti programmi.

Margot Wallström, ministra degli Affari esteri svedese, ha ribadito la disponibilità di Stoccolma ad avere un ruolo in eventuali mediazioni con Pyongyang.

La Svezia è uno dei sette paesi europei ad avere ancora una sede diplomatica aperta in Corea del Nord.

Sigmar Gabriel ha detto che un’eventuale decertificazione da parte del presidente statunitense Donald Trump sull’accordo nucleare iraniano potrebbe avere un impatto negativo anche sugli sviluppi dei rapporti con Kim Jong-un.

“La mia preoccupazione è legata al fatto che una possibile interruzione dei patti con Teheran potrebbe mettere in pericolo la credibilità di questo tipo di intese nel caso volessimo intavolare un confronto con la Corea del Nord”, ha detto il ministro degli Esteri di Berlino.

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