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Ricordando Oscar Wilde

Tra le sue opere più famose il romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” e la commedia teatrale “L’importanza di chiamarsi Ernesto”

Di Ludovico Tallarita
Pubblicato il 16 Ott. 2015 alle 18:57 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:31
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Immagine di copertina

Lo scrittore e poeta Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde è nato il 16 ottobre del 1854 a Dublino.

Autore prolifico, tra le sue opere più famose vengono ricordati il romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1890) e la commedia teatrale L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895).

La sua scrittura è caratterizzata da una critica ironica e tagliente della società vittoriana, che Wilde riesce spesso a catturare con quei brevi aforismi che lo rendono ancora oggi un autore popolare in tutto il mondo.

Tuttavia, il suo comportamento da dandy e la sua filosofia del piacere che spesso affiora nelle opere, lo esposero ben presto alle critiche dei suoi contemporanei.

All’apice del suo successo, Wilde subì un processo in cui venne accusato di aver commesso atti indecenti con un uomo. Lo scrittore venne condannato a due anni di reclusione a causa della sua omosessualità, durante i quali scrisse il De Profundis, una lunga lettera al suo compagno Alfred Douglas.

La sua ironia non lo abbandonò neanche negli ultimi attimi di vita. Le sue ultime parole famose furono: “O se ne va questa carta da parati o me ne vado io!”.

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Wilde morì il 30 novembre 1900 a Parigi.

Nella foto qui sotto: bozza di The Importance of Being Earnest, di Oscar Wilde (Credit: British Library, Estate of Oscar Wilde).

Nella foto qui sotto: The Portrait of Dorian Grey, prima edizione, 1891, edita da Ward, Lock and Co., illustrata da Charles Ricketts (Credit: British Library, Estate of Oscar Wilde).

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