La Commissione Ue propone un Recovery Fund da 750 miliardi. All’Italia 172,7 miliardi, di cui 81,8 a fondo perduto. Von der Leyen: “Questo è il momento dell’Europa”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 27 Mag. 2020 alle 06:11 Aggiornato il 28 Mag. 2020 alle 13:04
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Credit: Ansa

Dopo indiscrezioni, rumors e balletti di cifre, è finalmente arrivato il giorno della presentazione da parte della Commissione Europea della sua proposta sul Recovery Fund, il “Fondo europeo per la ripresa” per far fronte all’emergenza Coronavirus, il cui obiettivo sarà quello di aiutare i Paesi economicamente danneggiati dall’epidemia. Oggi, mercoledì 27 maggio 2020, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha presentato davanti all’Europarlamento riunito in seduta plenaria un piano per potenziare il bilancio Ue anche attraverso il nuovo Fondo per la ripresa. L’ammontare del fondo è di 750 miliardi di euro, che sarà associato al bilancio comunitario 2021-2027, con 500 miliardi sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e altri 250 miliardi sotto forma di prestiti. Paolo Gentoloni, ex premier e commissario Ue, ha definito il Recovery Fund “una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”. Di seguito, nel dettaglio, la proposta della Commissione e gli eventi salienti della giornata, aggiornati in tempo reale.

Ore 16,00 – I soldi ai Paesi Ue. L’Italia è il principale beneficiario del Recovery Fund seguita da Spagna e Polonia. Il nostro Paese, se la proposta della Commissione passasse così com’è otterrebbe stanziamenti per 81,8 miliardi di euro e prestiti per 90,9 miliardi. La Spagna invece avrebbe circa 77 miliardi di sovvenzioni e 63 miliardi di prestiti, la Francia 38 miliardi di sovvenzioni e nessun prestito. La Germania riuscirebbe a ottenere 28,8 miliardi di dotazioni e zero prestiti.

Secondo un documento interno della Commissione, questa è la ripartizione delle risorse tra stanziamenti (grane prests) titi (loans) in miliardi di euro: Belgio: stanziamenti 5,5 – prestiti 0. Bulgaria: stanziamenti 9,2 – prestiti 3,1. Repubblica Ceca: stanziamenti 8,6 – 10,6. Danimarca: stanziamenti 1,2 – prestiti 0. Germania: stanziamenti 28,8 – prestiti 0. Estonia: stanziamenti 1,9 – prestiti 1,4. Irlanda: stanziamenti 1,9 – prestiti 0. Grecia: stanziamenti 22,6 – prestiti 9,4. Spagna: stanziamenti 77,3 – prestiti 63,1. Francia: stanziamenti 38,8 – prestiti 0. Croazia: stanziamenti 7,4 – prestiti 2,7. Italia: stanziamenti 81,8 – prestiti 90,9. Cipro: stanziamenti 1,4 – prestiti 1,9. Lettonia: stanziamenti 2,9 – prestiti 1,6. Lituania: stanziamenti 3,9 – prestiti 2,4. Lussemburgo: stanziamenti 0,2 – prestiti 0. Ungheria: stanziamenti 8,1 – prestiti 7. Malta: stanziamenti 0,3 – prestiti 0,6. Olanda: stanziamenti 6,8 – prestiti 0. Austria: stanziamenti 4,0 – prestiti 0. Polonia: stanziamenti 37,7 – prestiti 26,1. Portogallo: stanziamenti 15,6 – prestiti 10,9. Romania: stanziamenti 2,6 – prestiti 2,5. Slovacchia: stanziamenti 7,9 – prestiti 4,9. Finlandia: stanziamenti 3,5 – prestiti 0.

Ore 15,30 – Recovery Fund, Gualtieri: “Proposta ambiziosa”. ​Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato della proposta sul Recovery Fund della Commissione Ue intervenendo al question time. “Siamo impegnati nel predisporre un vero e proprio piano strategico per la ripresa che si colloca in un orizzonte che vede oggi molto positivamente la Commissione Europea presentare una proposta ambiziosa di un grande strumento che si finanzierà anche con l’emissione di titoli comuni per sostenere l’Unione e i suoi stati membri nello sforzo, non solo di assorbire l’impatto della crisi e di rilanciare l’economia e la crescita, ma anche di indirizzarla verso gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e inclusivo”.

“È evidente – ha continuato Gualtieri – che noi in questa cornice comune europea definiremo anche in un dialogo con tutte le forze sociali e produttive e nel confronto con il Parlamento gli indirizzi del recovery plan dell’Italia che dentro questa cornice cercherà di dispiegare gli strumenti, gli obiettivi, le risorse nella direzione di rilanciare la crescita, l’economia, l’occupazione , la coesione, affrontando non solo le conseguenze di questa crisi ma anche le grande sfide di fronte a noi che sono quella dell’innovazione e della sostenibilità ambientale e sociale”.

Il ministro dell’economia ha confermato un piano nazionale di riforme per il rilancio dell’economia, nel solco della cornice europea, sottolineando che “il governo condivide la necessità di una visione unitaria dello sviluppo nazionale che coniughi crescita e investimenti con sostenibilità ambientale e sociale: questo è lo spirito che ha ispirato la sua azione fin dall’insediamento e che anima i provvedimenti che abbiamo adottato per affrontare l’emergenza senza precedenti del Covid”. E ancora: “Crediamo nella funzione di indirizzo delle politiche pubbliche e riteniamo che debba essere attuata dialogando e mettendosi in ascolto della società italiana, delle competenze tecnico scientifiche delle imprese, dei sindacati dei cittadini”.

Ore 15.20 – Recovery Fund, Salvini: “Da Commissione aspettiamo soldi veri”. Sono numerose le reazioni politiche. Sulla proposta della Commissione Ue Matteo Salvini ha commentato: “Dall’Europa aspettiamo non più promesse ma soldi veri. È l’ennesima dichiarazione della Commissione Europea, ma gli imprenditori e i lavoratori italiani aspettano fatti”. “Se dalla Ue arriveranno soldi veri agli italiani – ha continuato il leader della Lega – noi saremo i più felici del mondo, anche perché l’Italia non chiedi un favore all’Europa, abbiamo contribuito al bilancio europeo con 140 miliardi metti usciti dalle tasche degli italiani. Quindi noi non chiediamo i soldi dei tedeschi, dei francesi o dei polacchi, ma quantomeno i soldi già pagati dagli italiani”.

Ore 14,55 – Cosa prevede la proposta della Commissione Ue di Recovery fund. L’ammontare complessivo del Recovery fund proposto oggi dalla Commissione Ue dopo settimane di dibattito, è di 750 miliardi di euro. L’esecutivo comunitario propone che il nuovo strumento, associato al bilancio comunitario 2021-2027, distribuisca 500 miliardi sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e altri 250 miliardi sotto forma di prestiti. Si tratta certamente di uno storico passo nell’integrazione europea. I soldi saranno reperiti sui mercati da bond continentale emessi dalla Commissione. Nel complesso il piano per la ripresa europea dovrebbe raggiungere i 1.000 miliardi, se si considera anche un sistema di investimenti che moltiplicherà le risorse. A queste cifre vanno infine aggiunti i 1.000 miliardi del normale bilancio Ue 2021-2027. (qui la notizia)

Ore 14,10 – Von der Leyen: “Questo è il momento dell’Europa” – “Questo è il momento dell’Europa”: lo ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al Parlamento europeo, presentando le proposte sul Recovery Fund e sul bilancio 2021-2027 dell’Ue.

Ore 14,05 – Conte: “750 miliardi sono cifra adeguata” – “Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio. 500 miliardi a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo sul negoziato e liberiamo presto le risorse”: lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ore 13,20 – Recovery Fund: prestiti stati da rimborsare entro il 2058 – I fondi che Bruxelles raccoglierà sui mercati e metterà a disposizione degli Stati membri per fronteggiare la crisi economica legata al Coronavirus “dovranno essere rimborsati attraverso i futuri bilanci dell’Ue non prima del 2028 e non dopo il 2058”. È quanto si legge nella comunicazione della Commissione europea approvata dal collegio dei commissari.

Ore 12,45 – Recovery Fund: all’Italia 172,7 miliardi – In attesa che Ursula von der Leyen presenti la sua proposta al Parlamento europeo, iniziano a emergere i primi dettagli sul piano di aiuti Ue per aiutare l’economia in ginocchio dopo l’epidemia di Coronavirus. Come anticipato il Recovery Fund proposto dalla Commissione Ue sarà di 750 miliardi, di cui  500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti da restituire. All’Italia saranno destinati 172,7 miliardi: 81,807 dovrebbero essere versati come aiuti, quindi a fondo perduto, 90,938 miliardi come prestiti.

Ore 12,10 – Gentiloni: “Commissione propone Recovery Fund da 750 miliardi” – “La Commissione propone un Fondo di Ricovery da 750 miliardi che si aggiunge agli strumenti comuni già varati. Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”. Lo scrive sul suo profilo Twitter il Commissario Ue Paolo Gentiloni.

Ore 12,00 – Fonti Ue: verso Recovery Fund da 750 miliardi – La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dovrebbe annunciare un Recovery Fund di 750 miliardi di euro. Lo si apprende da fonti Ue, mentre la riunione del collegio dei commissari è ancora in corso. Secondo le fonti, 500 miliardi sarebbero destinati a stanziamenti ai Paesi e ai settori più colpiti dall’impatto economico del Coronavirus, mentre altri 250 miliardi verrebbero riservati a prestiti agli Stati membri. La von der Leyen presenterà la sua proposta al Parlamento europeo alle 13,30.

Recovery Fund da 750 miliardi: cosa prevede

Il Recovery Fund come detto sarà di 750 miliardi di euro, più dei 500 miliardi stimati nell’intesa franco-tedesca e poco meno dei 1000 miliardi richiesti dall’Italia. Di questi 750 miliardi, 500 miliardi sono a fondo perduto e destinati a stanziamenti ai Paesi e ai settori più colpiti dall’impatto economico del Coronavirus, mentre altri 250 miliardi sono sotto forma di prestiti agli Stati membri. I soldi erogati sono forma di prestiti, che Bruxelles raccoglierà sui mercati per metterli a disposizione degli Stati, dovranno, come si legge nella comunicazione della Commissione europea “essere rimborsati attraverso i futuri bilanci dell’Ue non prima del 2028 e non dopo il 2058”.

Dei 750 miliardi erogati, la cifra più consistente è destinata all’Italia, a cui dovrebbero andare 172,7 miliardi. Di questi 81,807 dovrebbero essere versati come aiuti, quindi a fondo perduto, 90,938 miliardi, invece, come prestiti. Dopo l’Italia, il Paese che dovrebbe ricevere più soldi dovrebbe essere la Spagna con un totale di 140,4 miliardi di euro, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti. Subito dopo dovrebbe esserci la Polonia con 63,8 miliardi di euro, di cui 37,693 di aiuti e 26,146 di prestiti, mentre alla Francia spetterebbero 38,7 miliardi, mentre alla Germania 28,8 miliardi. Entrambi i Paesi dovrebbero ricevere solo aiuti a fondo perduto. Nella proposta della Commissione, aiuti a fondo perduto sono previsti anche per i cosiddetti Paesi “frugali”: alla Danimarca spetterebbero 2,156 miliardi, all’Olanda 6,751, alla Finlandia 3,460 e all’Austria 4,043.

Recovery Fund, le indiscrezioni dei giorni scorsi sulla proposta della Commissione Ue

Da un lato l’asse franco-tedesca che guida i paesi mediterranei (inclusi Spagna e Italia) dall’altra i cosiddetti “quattro Frugali” – Austria, Olanda, Danimarca e Svezia – più rigidi sulla distribuzione dei capitali e contrari all’erogazione a fondo perduto. Secondo quanto riportato da diversi quotidiani e stando alle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, la commissione dovrebbe avvicinarsi maggiormente alla proposta dei “mediterranei” mantenendo però dimensioni ridotte rispetto a quanto auspicato e quindi accontentando la rigidità dei 4 frugali contrari ai sussidi a fondo perduto. Ricordiamo che il piano von der Leyen dovrà essere approvato dai 27 paesi dell’Unione all’unanimità e dovrà passare dal Parlamento europeo. L’unica certezza, spiegava Von der Leyen, era quella di finanziare il piano a debito senza però gravare sul bilancio dei singoli paesi.

Il piano Merkel-Macron (con Spagna e Italia)

Il Recovery Fund, nell’idea di Merkel e Macron, prevede uno stanziamento di 500 miliardi distribuiti in parte a fondo perduto, ovvero messi in conto al bilancio europeo del settennato 2021-2027, e un’altra parte in prestiti. Non si sa ancora precisamente a quanto ammonterà ma si parla di una cifra complessiva vicina ai mille miliardi di euro. Si tratterebbe quindi di soldi distribuiti dall’UE sotto forma di sussidi da utilizzare direttamente per aiutare l’economia e raccolti sui mercati finanziari facendo debito pubblico comunitario. I fondi stanziati andrebbero poi distribuiti ai diversi Paesi in maniera direttamente proporzionale al livello di gravità delle diverse situazioni nazionali. Nel caso in cui l’epidemia sia stata più forte in alcuni Paesi questi riceverebbero maggiori risorse rispetto ad altri. La proposta è arrivata dopo una lunga consultazione tra Merkel e Macron in modo trovare una proposta che potesse accontentare anche i Paesi del nord inizialmente contrari.

Il piano dei “4 Frugali”

Il piano di Austria, Olanda, Danimarca e Svezia è invece contrario a qualunque “mutualizzazione del debito” e soprattutto contrario ai sussidi invece che ai prestiti. Un piano limitato – della durata di due anni – e soprattutto “una tantum” volto a concedere prestiti “a condizioni favorevoli” soltanto a quei Paesi “che ne hanno più bisogno” in modo da limitare il rischio per tutti gli Stati membri a patto che siano immediate delle nuove risorse per “prepararsi al meglio ad una prossima crisi”. Si tratta quindi di un “supplemento al pacchetto senza precedenti da 540 miliardi di euro già concordati dal consiglio europeo” composto dal Sure, dal Bei (Banca europea degli investimenti) e il Mes.

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