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Ragazzo arrestato dopo che uno scherzo telefonico si è trasformato in tragedia

Un teenager ha chiamato la polizia confessando di aver ucciso il padre e di tenere in ostaggio la famiglia

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 17 Set. 2019 alle 08:55 Aggiornato il 17 Set. 2019 alle 08:59
Immagine di copertina
Credit: BBC

Ragazzo arrestato dopo che uno scherzo telefonico alla Polizia si è trasformato in tragedia

Un ragazzo statunitense è stato arrestato dopo che uno scherzo telefonico alla Polizia si è rivelato fatale.

Casey Viner, 19 anni dall’Ohio, è stato condannato a 15 mesi di carcere per cospirazione con il gamer Tyler Barriss a uno scherzo che si è rivelato fatale.

Nella chiamata alla polizia, Barriss ha dichiarato di chiamarsi Shane Gaskill e tenere in ostaggio la propria famiglia.

Tuttavia, quando la polizia è arrivata sul posto ha sparato a un terzo uomo, dal nome di Andrew Finch.

Viner e Barriss hanno confessato di aver fatto la chiamata per vendicarsi del suddetto Shane Gaskin, con cui avevano avuto un alterco mentre giocavano a Call of Duty.

Barriss è stato condannato a 20 anni di prigione lo scorso marzo.

In tribunale, Viner si è dichiarato colpevole di cospirazione e ostruzione alla giustizia. Dopo la condanna è stato bannato da qualsiasi attività di gaming per i prossimi due anni.

Viner si è dichiarato incredibilmente dispiaciuto, dicendo che non aveva mai pensato che potesse nascere una situazione simile.

Il giudice distrettuale Eric Melgren ha tuttavia replicato: “Non diamo verdetti in base alle intenzioni di qualcuno, ma in base ai fatti”.

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Il 28 dicembre 2017, Barriss ha chiamato la polizia per dire che aveva sparato al padre e stava tenendo in ostaggio il resto della famiglia.

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Ha dato alla polizia quello che pensava fosse l’indirizzo di Mr Gaskill in Kansas.

Tuttavia, l’indirizzo era in realtà quello di Finch, 28 anni.

La polizia si è recata all’indirizzo e ha sparato a Finch, che non era in alcun modo coinvolto nella disputa tra i tre ragazzi.

“Chiamare la polizia fornendo false informazioni non è un gioco, e non è il modo di risolvere una disputa tra gamer” ha spiegato il giudice Stephen McAllister, invitando gli altri gamer a “controllare la propria comunità per assicurarsi che un episodio del genere non si ripeta”.

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