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La ragazza che si è inventata 15 volte di essere stata stuprata

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Dal 2010 Jemma Beale ha più volte testimoniato il falso ai danni di 15 uomini accusandoli di averla violentata in diversi episodi. Le sue accuse hanno portato all'arresto di un uomo completamente innocente

Una ragazza britannica di Hounslow, un quartiere di Londra, di nome Jemma Beale è finita sotto processo per aver accusato di stupro 15 uomini e per aver depistato le indagini della polizia che si è occupata dei vari casi.

La 25enne ha lanciato false accuse di violenza sessuale ai danni di 15 uomini, portando all’arresto di uno di loro, Maham Cassim, finito in prigione ingiustamente nel 2012 con una condanna a sette anni.

La donna, nel corso di un processo del 2010, aveva affermato di essere stata violentata da Cassim sostenendo che l’uomo le aveva praticato violenza dopo averle dato un passaggio a casa. 

Il 7 luglio, dopo un dibattito durato sei settimane, Jemma Beale è stata dichiarata colpevole di falsa testimonianza ed è stata identificata come “bugiarda seriale”.

I detective hanno cominciato a indagare sulla donna nel dicembre del 2013, dopo che una sua ex compagna aveva lanciato l’allarme sulle false affermazioni della donna che avevano condotto all’arresto di Cassim.

Dalle indagini sono emerse discrepanze e irregolarità nei racconti di Beale che hanno alimentato i sospetti sulla veridicità delle sue accuse nei confronti dei tanti uomini incriminati.

“Le false testimonianze della donna hanno creato enormi problemi alle indagini della polizia e hanno portato alla carcerazione di un uomo completamente innocente”, ha dichiarato il detective Sergeant Kevin Lynott che ha condotto le indagini.

“Le motivazioni che hanno condotto la donna a testimoniare il falso con accuse così gravi possono ricondursi a ragioni economiche per gli indennizzi finanziari ottenuti o per il desiderio di attenzione da parte della famiglia e delle partner”, ha proseguito Lynott.

Jemma Beale è stata messa in custodia cautelare e il 24 agosto dovrà subire il processo.

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