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Proteste a Minneapolis, Trump: “Manifestanti teppisti, con i saccheggi si inizia a sparare”. E Twitter lo segnala

Di Anna Ditta
Pubblicato il 29 Mag. 2020 alle 11:18 Aggiornato il 29 Mag. 2020 alle 16:53
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Immagine di copertina
A sinistra Donald Trump. A destra le proteste a Minneapolis, Credit: EPA/CRAIG LASSIG

Proteste a Minneapolis, Trump: “Manifestanti teppisti, con i saccheggi si inizia a sparare”. E Twitter lo segnala

Le proteste e i disordini scoppiati a Minneapolis​ dopo l’uccisione del 46enne afroamericano George Floyd durante un fermo della polizia hanno provocato la dura reazione del presidente Usa Donald Trump, che si è scagliato contro i manifestanti. “Questi teppisti disonorano il ricordo di George Floyd e non lascerò che ciò accada”, ha scritto il tycoon in un tweet. “Ho appena parlato con il governatore Tim Walz e gli ho detto che l’esercito è con lui fino in fondo. Qualsiasi difficoltà e assumeremo il controllo ma, quando iniziano i saccheggi, si inizia anche a sparare”, ha scritto il tycoon in un tweet.

Il tweet è stato segnalato da Twitter, che l’ha oscurato parzialmente perché ritenuto contrario alle regole di utilizzo del social network e, in particolare, al divieto di contenuti che incitano alla violenza. Il tweet però non è stato oscurato del tutto “poiché potrebbe essere di pubblico interesse“. Nelle regole di utilizzo di Twitter si legge infatti che, pur adottando il principio di rimuovere i contenuti che esaltano la violenza, la piattaforma riconosce che “a volte può rientrare nell’interesse pubblico consentire alle persone di visualizzare i tweet che altrimenti verrebbero eliminati”. Al momento, il social limita le eccezioni ai “rappresentanti governativi o eletti dai cittadini, dato il notevole interesse pubblico a conoscere e discutere le loro azioni e dichiarazioni”.

Tra il social network e Trump si è aperto uno scontro dopo che Twitter ha eseguito per la prima volta un  fact-checking su un tweet del presidente, dichiarandolo “infondato“. Il capo della Casa Bianca ieri ha firmato un ordine esecutivo con cui ha imposto una stretta ai social come Facebook e Twitter, eliminando l’immunità legale delle aziende per eventuali cause riguardanti i contenuti pubblicati sulle loro piattaforme. La nuova segnalazione potrebbe ora portare a un’ulteriore inasprimento dei toni sulla polemica tra Trump e i social media.

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