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Alla laurea con un materasso

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Una studentessa americana, vittima di violenza sessuale, protesta contro l’università che non ha espulso il suo aggressore

Ha portato il materasso anche alla laurea. Lo scorso autunno Emma Sulkowicz, studentessa della Columbia University, aveva deciso di frequentare ogni lezione portandosi dietro un materasso, dove era stata stuprata da un suo compagno di università. Si portava dietro quel peso in segno di protesta, perché lo staff universitario non aveva creduto alla sua testimonianza e non aveva espulso il presunto aggressore.

Ieri sera la studentessa ha così deciso di proseguire la protesta anche durante la cerimonia di laurea. Aiutata da quattro amiche, ha sfilato con il materasso, tra gli applausi degli studenti. Le regole del college proibiscono di portare oggetti nella sala della cerimonia, ma lo staff della Columbia le ha permesso di entrare con il materasso.

Le proteste di Sulkowicz e delle altre ragazze della Columbia hanno riacceso i riflettori su uno dei crimini meno denunciati ma più diffusi nei college americani: le violenze sessuali. Tra il 20 e il 25 per cento delle studentesse universitarie negli Stati Uniti affermano di aver subito uno stupro o un tentativo di violenza, secondo i dati del 2012 dell’Istituto Nazionale della Sanità americano.

Nonostante le denunce di Sulkowicz e di altre due studentesse, il college ha difeso Paul Nungesser, il presunto aggressore, ritenendolo “non responsabile”. Lo scorso mese, il ragazzo ha comunque sporto denuncia contro alcuni membri della Columbia che avevano approvato la protesta della studentessa, accusandoli di aver contribuito a farlo diffamare pubblicamente.

— Leggi anche: La storia di Emma Sulkowicz


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