Il presepe della Chiesa metodista unita, un messaggio contro il trattamento dei migranti al confine tra Usa e Messico

Gesù, Giuseppe e Maria raffigurati ognuno in una gabbia: separati, lontani e in pericolo, come i migranti bloccati sul confine tra Stati Uniti e Messico

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 9 Dic. 2019 alle 09:15 Aggiornato il 9 Dic. 2019 alle 10:49
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Immagine di copertina

Il presepe della Chiesa metodista unita sul dramma dei migranti al confine Usa-Messico

Sta facendo il giro del web la foto del particolare presepe, con un potente messaggio, realizzato in California dalla Chiesa metodista unita di Claremont: nella natività, infatti, si vedono Gesù, Giuseppe e Maria rinchiusi in gabbia e separati, come succede ai migranti bloccati al confine tra Usa e Messico.

Lo scatto è stato pubblicato su Facebook da Karen Clark Ristine, ministro di culto della Chiesa metodista unita, una delle più importanti chiese riformate con circa dodici milioni di fedeli in tutto il mondo (sette dei quali nei soli Stati Uniti). La donna ha anche pubblicato, a corredo della foto, un fortissimo messaggio contro il trattamento dei rifugiati negli Stati Uniti d’America.

“In un periodo in cui nel nostro Paese le famiglie di rifugiati cercano asilo nei nostri confini e sono involontariamente separate l’una dall’altra – ha scritto Karen Clark Ristine – pensiamo alla famiglia di rifugiati più conosciuta al mondo, la Sacra Famiglia. Poco dopo la nascita di Gesù, Giuseppe e Maria furono costretti a fuggire con loro figlio da Nazaret, verso l’Egitto, per sfuggire al re Erode, un tiranno. Temevano la persecuzione e la morte”.

Dopo, il ministro di culto lancia la provocazione: “E se questa famiglia oggi cercasse rifugio nel nostro Paese? Immaginate che Giuseppe e Maria si siano separati alla frontiera e Gesù – non più grande di due anni – sia stato tolto alla madre e imprigionato in un centro di detenzione di frontiera, come è successo negli ultimi tre anni a più di 5.500 bambini. Nella Natività di questo Natale della Chiesa metodista unita di Claremont, la Sacra Famiglia prende il posto delle migliaia di famiglie senza nome separate ai nostri confini. Gesù è cresciuto per insegnarci a donare gentilezza, misericordia e accoglienza a tutte le persone”.

La foto, come già anticipato, è diventata subito virale sui social network. Sono tantissimi a elogiare il fortissimo presepe realizzato a Claremont. Un gesto che a quanto pare non è l’unica presa di posizione della Chiesa metodista unita: sul suo sito ufficiale, infatti, si legge che nei mesi scorsi sono stati raccolti 10mila dollari per Justice For Our Neighbors, un’associazione che si occupa di fornire consulenza legale ai bambini detenuti al confine e separati dalle loro famiglie.

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