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Il ponte-giardino londinese che rischia di non essere realizzato

Pochi fondi raccolti per l'eco ponte da seimila metri quadri di superficie che dovrebbe collegare il nord e il sud di Londra tramite un percorso pedonale

Di TPI
Pubblicato il 28 Dic. 2016 alle 14:41 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:47
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Immagine di copertina

Tra qualche anno il fiume Tamigi a Londra potrebbe essere attraversato da un nuovo ponte, ma non un ponte qualunque, bensì un ponte-giardino che collegherebbe il nord e il sud della città, da Temple a South Bank.

Con una superficie di 6.000 metri quadri, dei quali 2.500 ricoperti da alcune varietà di piante provenienti dal Regno Unito, Nord Europa e altre aree del mondo, dovrebbe rappresentare un polmone verde nel cuore finanziario di Londra. Un vero e proprio bosco con un percorso pedonale completamente gratuito al pubblico e aperto in orari prestabiliti, dalle sei del mattino fino a mezzanotte. 

L’idea fu lanciata tredici anni fa dall’attrice ed attivista Joanna Lumley e in seguito alla proposta di TfL, l’azienda di trasporti londinesi, di migliorare i collegamenti pedonali della città, lo studio di architettura Heatherwick ha voluto sviluppare l’idea di Lumley con il supporto della Garden Bridge Trust, l’ente di beneficenza inglese che si sta occupando di raccogliere i fondi per la realizzazione del ponte.

Rispetto all’entusiasmo iniziale, però, vi è stata una brusca frenata degli investimenti: dei 125 milioni di sterline necessari per la realizzazione del ponte, fino a questo momento l’ente è riuscito a raccogliere poco più della metà. 

Il futuro di questa grande opera eco-sostenibile risulta in forse, come spiegato anche dal quotidiano The Guardian: la costruzione avrebbe dovuto avere inizio nella primavera del 2016, ma una serie di problemi ha costretto gli investitori a restare in attesa, facendo lievitare i costi dell’impresa.

Una parte dei ritardi è di natura logistica, mancano infatti ancora alcune autorizzazioni a costruire in un versante del fiume dove il ponte dovrebbe arrivare. 

Dall’altra parte anche il clima politico è cambiato: la decisione del ministero dei Trasporti e quello del Tesoro di destinare 60 milioni di sterline a questo progetto durante il periodo di austerity che il Regno Unito sta vivendo non sembra più suscitare tanta approvazione, ed oggi è stato chiesto valutare il rapporto qualità-prezzo dal punto di vista dei numeri, anche se una parte dei soldi, circa 36 milioni di sterline, sono già stati spesi per lavori di pre-costruzione.

“Interrompere i lavori adesso” – ha spiegato al Guardian Bee Emmott, direttore esecutivo dei lavori – “costerebbe circa altri 9 milioni di sterline”. 

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