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Il parlamento catalano si riunirà per rispondere a Rajoy

Il parlamento catalano si riunirà in plenaria giovedì per preparare la risposta all'applicazione dell'articolo 155 annunciata da Madrid

Di Giuseppe Loris Ienco
Pubblicato il 23 Ott. 2017 alle 08:44 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:43
Immagine di copertina
Credit: Afp

Il parlamento catalano si riunirà in assemblea plenaria giovedì 26 ottobre per pianificare una risposta istituzionale all’annuncio di Mariano Rajoy di volere imporre l’articolo 155 della Costituzione e interrompere l’autonomia della Catalogna.

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Nelle intenzioni dei gruppi parlamentari, il confronto in aula dovrebbe durare un paio di giorni prima della votazione con cui Carles Puigdemont, presidente della Generalitat de Catalunya, potrebbe dichiarare l’indipendenza unilaterale della regione.

L’annuncio è arrivato dopo un incontro dei capigruppo del parlamento catalano che si è svolto nella mattinata del 23 ottobre.

Secondo il portavoce di Puigdemont, Jordi Turull, la settimana appena iniziata sarà quella in cui “saranno prese delle decisioni. Non fare nulla non rientra nei nostri piani”.

Puigdemont, che dovrebbe essere estromesso dalla sua posizione nei prossimi giorni, ha giurato che continuerà a combattere per l’indipendenza della Catalogna che, in base a quanto stabilito dai suoi alleati, potrebbe essere dichiarata entro la settimana.

La settimana si profila piena di incognite dopo l’annuncio di sabato di Rajoy di voler sospendere le autorità locali catalane applicando l’articolo 155 della Costituzione spagnola.

Rajoy ha inoltre annunciato l’estromissione dell’amministrazione Puigdemont dalla guida della Catalogna, le cui funzioni passeranno al governo centrale fino alle nuove elezioni nella regione.

Venerdì il Senato spagnolo voterà sulle proposte presentate pochi giorni fa da Mariano Rajoy.

Il presidente catalano ha definito la mossa di Madrid “il peggior attacco alle istituzioni catalane dai tempi della dittatura di Franco” e ha accusato il governo centrale di aver “sbattuto la porta” davanti alla sua richiesta di dialogo per superare il momento di grave crisi, il peggiore dal ritorno della democrazia avvenuto 40 anni fa.

Secondo il procuratore generale spagnolo, Jose Manuel Maza, Carles Puigdemont rischierebbe fino a 30 anni di carcere nel caso in cui decidesse di dichiarare ufficialmente l’indipendenza della Catalogna.

La prima dichiarazione, firmata il 10 ottobre scorso da Puigdemont a seguito dei risultati favorevoli alla secessione nel referendum del 1 ottobre, era stata immediatamente sospesa per un periodo di due mesi in modo tale da avviare un confronto con Madrid.