Il Papa domani riceve Rubio: “La Chiesa deve denunciare il male”
Leone XIV nell'udienza generale usa parole che sembrano una risposta agli attacchi di Trump
La Chiesa “legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace”. Lo ha detto il Papa nell’udienza generale di oggi, mercoledì 6 maggio, all’indomani del nuovo attacco ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alla vigilia della visita in Vaticano del segretario di Stato Usa Marco Rubio.
Leone XIV ha sottolineato che la Chiesa “è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito”.
Allo stesso tempo, ha aggiunto, “la Chiesa è chiamata a riconoscere umilmente l’umana fragilità e caducità delle proprie istituzioni, le quali, pur essendo al servizio del Regno di Dio, portano la figura fugace di questo mondo. Nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata”.
Il pontefice ha affermato che i cristiani sono proiettati in una storia di salvezza, ma “camminano in questa storia terrena, segnata dalla maturazione del bene ma anche da ingiustizie e sofferenze, senza essere né illusi né disperati”. La Chiesa, dunque, per Prevost, “non annuncia sé stessa: al contrario, in essa tutto deve rimandare alla salvezza in Cristo”.
Le parole del Papa sembrano chiaramente una replica a distanza a Trump, che ieri aveva accusato il Santo Padre di mettere “in pericolo molti cattolici e molte persone” e di ritenere che “sia ok per l’Iran avere un’arma nucleare”.
“La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità”, aveva risposto nell’immediatezza Leone, che già nelle scorse settimane era stato duramente attaccato dal leader della Casa Bianca per le sue posizioni di condanna alla guerra in Medio Oriente (e a tutte le guerre in generale).
Domani il Papa riceverà il segretario di Stato Rubio, fedele cattolico e abituato a toni più morbidi rispetto a Trump: sarà l’occasione per un chiarimento? Certo è curioso che proprio nel momento in cui in Vaticano c’è un pontefice statunitensi i rapporti tra Santa Sede e Washington abbiano toccato il punto più basso della storia.