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Attentato in Pakistan nel giorno delle elezioni: 31 morti e 32 feriti. L’Isis rivendica

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Una bomba è esplosa all'esterno di un seggio elettorale a Quetta, nell'ovest del paese

Nel giorno delle elezioni politiche un attentato suicida ha colpito la città di Quetta, nel Pakistan occidentale, provocando almeno 31 morti e 32 feriti. L’Isis ha rivendicato, secondo quanto riferito da media locali, sostenendo che l’obiettivo dell’attacco era il vice ispettore generale della polizia, Abdul Razzaq, riuscito però a scappare.

L’attentatore “stava cercando di entrare nel seggio. Quando la polizia ha cercato di fermarlo, si è fatto saltare in aria”, ha riferito un funzionario locale.

L’esplosione, che sembra aver preso di mira un convoglio di polizia, si è svolta poche ore dopo l’apertura dei sondaggi.

Imran Khan, il leader del Movimento per la Giustizia del Pakistan (Pakistan Tehreek-e-Insaf), ha condannato l’attentato, definendolo un tentativo dei nemici del paese di fermare la democrazia.

Il suo principale oppositore, Shehbaz Sharif, a capo del Partito Popolare Pakistano, ha espresso il suo dolore per la notizia, condannando la violenza e esprimendo le suesue condoglianze per le famiglie delle vittime.

Durante la campagna elettorale si sono verificati numerosi episodi di violenza, durante i quali sono morti diversi civili e anche tre politici candidati alle elezioni.

Imran Khan, che spera di diventare il prossimo primo ministro, ha dichiarato che sembra esserci una cospirazione per sabotare il voto. Ma ha sottolineato che il popolo del Pakistan non permetterà che vengano impedite quelle che sono elezioni “storiche” per il paese.

Il voto di oggi è decisivo per il paese e rappresenta un banco di prova atteso per il partito al governo il cui leader, ed ex primo ministro, Nawaz Sharif, è stato condannato a 10 anni di carcere per corruzione. La Corte suprema aveva inoltre stabilito che Sharif non potrà ricoprire cariche pubbliche per il resto della sua vita.

A contendersi i 342 seggi in parlamento sono principalmente 3 partiti: la Lega Musulmana del Pakistan (N), messo a dura prova dalla condanna di Sharif, il Partito Popolare Pakistano e il Movimento per la Giustizia del Pakistan (Pakistan Tehreek-e-Insaf).

Notizia in aggiornamento 

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