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Home » Esteri

Ungheria, Orban: “Più bambini cristiani e meno immigrati. Aiutiamo le famiglie a fare figli”

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Il premier vuole aumentare il tasso di crescita della popolazione per "difendere la cristianità"

Il premier ungherese Viktor Orban ha tenuto un discorso alla nazione in cui ha ribadito la sua totale opposizione all’immigrazione e ha presentato le nuove politiche per incrementare la natalità nel paese e “difendere la cristianità”.

Per aumentare la popolazione ungherese, il premier ha stabilito che per prima cosa le donne con almeno quattro figli non dovranno più pagare le imposte sul reddito. Inoltre, sono previste particolari agevolazioni ai mutui per le famiglie, aiuti e sconti per l’acquisto di auto per chi ha figli, prestiti agevolati per i nuovi sposi e anche nuovi investimenti (pari a 2,49 miliardi di dollari) nel campo della Sanità.

Grazie agli aiuti e agli incentivi alle famiglie e alle madri proposte dal suo governo, Orban ha intenzione di proteggere l’anima cristiana del paese, aumentare la natalità e proseguire nelle sue politiche di contrasto all’immigrazione.

Secondo il premier ungherese, le elezioni europee saranno “un confronto tra chi vuole un’Europa etnicamente e culturalmente mista e chi, come noi, vuole invece un’Europa che resti cristiana”.

“Non vogliamo più migranti, che accrescono il tasso di criminalità, importano visioni non cristiane e ci portano a casa il virus del terrorismo”, ha continuato il premier Orban nel suo discorso. “Dobbiamo essere di più, più cristiani, quindi ci servono più bambini ungheresi e in generale, secondo me, più bambini europei cristiani”.

L’Ungheria, come tutti gli altri paesi europei, ha registrato livelli molto bassi di crescita della popolazione, ma il governo non ha intenzione di usare l’immigrazione per riempire questo gap.

Nel suo tentativo di migliorare le condizioni della società ungherese e cercare di ridurre il numero di cittadini che lasciano il paese, il premier in precedenza aveva anche offerto borse di studio per gli universitari che promettono di restare nel paese.

Tuttavia Orban era stato molto criticato a fine 2018 per aver approvato una legge sul lavoro che aumenta le ore di straordinario che i datori di lavoro possono chiedere ai dipendenti, da 250 a 400.

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