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Home » Esteri

Ucciso un leader di primo piano dei separatisti ucraini filorussi

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Arseny Pavlov, 33enne di nazionalità russa, è stato ucciso da un ordigno piazzato all'interno dell'edificio dove abitava. I separatisti promettono vendetta

Un comandante separatista di primo piano è stato assassinato nell’est dell’Ucraina domenica 16 ottobre 2016 in serata. A darne notizia lunedì mattina sono stati i suoi alleati, che accusano le forze governative ucraine di averlo eliminato nel tentativo di destabilizzare un cessate il fuoco già estremamente fragile.

Arseny “Motorola” Pavlov, di nazionalità russa, è rimasto ucciso insieme alla sua guardia del corpo in un’esplosione all’interno dell’edificio in cui si trovava il suo appartamento di Donetsk. Lo riferisce Eduard Basurin, vice ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

La città è il più grande centro urbano della regione ucraina di Donbass, caduta in mano ai separatisti filorussi dopo lo scoppio delle ostilità avvenuto nell’aprile del 2014. 

La tregua siglata tra le parti nel febbraio del 2015 è costantemente messa alla prova da schermaglie e colpi di mortaio che si verificano ogni giorno.

Pavlov è rimasto ucciso da un ordigno piazzato sopra la cabina dell’ascensore. Quattro uomini col volto coperto hanno rivendicato l’omicidio in un video caricato su internet. 

Gli aggressori compaiono insieme alla bandiera di un gruppo neonazista filoucraino e annunciano che colpiranno presto anche Igor Plotnisky, leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk, e Alexander Zakharchenko, primo ministro della Repubblica popolare di Donetsk.

La reazione di quest’ultimo, in particolare, è stata dura: Zakharchenko ha dichiarato che l’assassinio di Pavlov equivale a una dichiarazione di guerra da parte dell’Ucraina e ha promesso vendetta.

Il leader ucciso, nato in Russia 33 anni fa, guidava il battaglione separatista Sparta che ha combattuto contro le forze governative ucraine in molte battaglie cruciali, inclusa quella per l’aeroporto di Donetsk.

Mentre i media vicini alla Russia ne hanno fatto un eroe, in Ucraina molti lo vedevano come un propugnatore dell’odio e un simbolo dell’espansionismo russo.

Ma se i separatisti accusano Kiev del suo omicidio, citando fonti d’intelligence che preannunciavano omicidi mirati di leader politici e militari separatisti, i funzionari ucraini hanno ipotizzato che in realtà la sua morte sia da attribuire a delle lotte intestine tra i ribelli.

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