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Ombrello blocca la porta di un ufficio: impiegati chiusi fuori per due giorni

È successo a Washington Dc, all'interno di una società che si occupa di comunicazione. Su Twitter è partita la sfida a chi trova la soluzione migliore

Di Valeria Sforzini
Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 11:41
Immagine di copertina
Foto credits: Twitter, Neeraj K. Agrawal @NeerajKA @

Ombrello blocca porta dell’ufficio per 2 giorni: l’assurda soluzione degli impiegati

Un ombrello cade dall’appendiabiti e blocca la porta dell’ufficio per due giorni: tutti i dipendenti rimangono chiusi fuori, e su Twitter parte la sfida per capire come aprirla.

Oltre ventimila re-tweet con i consigli di altrettanti “sblocca-porte da tastiera” e l’intervento di un ingegnere esperto non sono bastati: per rimuovere l’ombrello ci sono voluti due giorni e l’uso delle maniere forti.

È successo a Washington Dc, all’interno di una società che si occupa di comunicazione. Nessuno sa esattamente come sia successo. Il fatto è che, durante il weekend, un ombrello è caduto dal gancio sul quale lo aveva lasciato il proprietario, ma è caduto in maniera tale da bloccare la porta dell’ufficio in modo così geometricamente perfetto da lasciare tutti i dipendenti all’esterno.

Il lunedì mattina, quando gli impiegati dell’azienda di comunicazione sono rientrati al lavoro, si sono trovati di fronte una porta di vetro chiusa e l’ombrello incastrato ad opera d’arte. Potevano vedere i propri computer all’interno della stanza, tutti i loro documenti disposti sulle scrivanie, ma nessuno poteva entrare a prenderli.

I dipendenti, rassegnati, hanno tirato fuori i propri laptop e hanno iniziato a lavorare in corridoio.

I tentativi di aprirla non sono serviti a niente. Il legittimo proprietario dell’ombrello lo ha riconosciuto, e un suo amico ha pubblicato una foto su Twitter. Subito sono partiti i suggerimenti dei “grandi esperti del web”.

ombrello blocca porta ufficio
Il tweet di un amico del proprietario dell’ombrello , che ha raggiunto i 133mila like

“Abbiamo provato con i ganci”, scrive su Vice Mike Ponticelli, dipendente di We Work e proprietario dell’oggetto. “Abbiamo provato con le dita, a spingerla dal basso, a sollevarla. Le finestre danno sul balcone di un ufficio vicino, ma non avevano la serratura e non potevano essere aperte. Erano solo dei grossi pannelli di vetro”.

Intanto dal web arrivavano i commenti e il post ha raggiunto oltre 133 mila persone. “È ridicolo. Perché non rompete semplicemente il vetro?”. Il numero di utenti che propone questa come migliore soluzione è altissimo, ma Mike Ponticelli replica: “Nessuno capisce quanto possa essere pericoloso. Se il mio cane o un bambino fossero stati intrappolati all’interno, lo avrei rotto. Ma non c’era la dose di insulina di nessuno nella stanza. Era solo un ufficio con dei computer”.

Per risolvere la situazione, il giorno seguente, i dipendenti sono stati costretti a chiamare un ingegnere specializzato nell’apertura di porte di uffici bloccati. L’esperto ha provato tutte le combinazioni possibili. Il verdetto finale: “esula dalle mie competenze”. Gli impiegati avrebbero dovuto chiamare un altro ingegnere, ancora più specializzato, ma che avrebbe richiesto mesi per un appuntamento e una paga molto alta, fuori dalla loro portata.

Due giorni dopo il giorno della scoperta dell’ombrello bloccato, sono arrivati alla soluzione finale: un buco nel soffitto fatto dal piano superiore e un cavo resistente per staccare l’ombrello dalla porta (senza nessuna pietà).

Tutti sono riusciti a tornare alle loro postazioni, anche se con due giorni di ritardo. Pare che il buco nel soffitto ci sia ancora.

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