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Cosa è successo oggi nel mondo oltre al Coronavirus, dagli Stati Uniti a Israele

In America prosegue la corda alle presidenziali: Tulsi Gabbard si è ritirata e ha annunciato il suo appoggio a Joe Biden. In Nuova Zelanda passo in avanti storico: depenalizzato l'aborto

Di Antonio Scali
Pubblicato il 19 Mar. 2020 alle 20:56
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Notizie dal mondo oltre al Coronavirus: cosa è successo il 19 marzo?

USA – Primarie Dem: Tulsi Gabbard si ritira e appoggia Biden – La terza candidata “fantasma” si ritira dalla campagna e appoggia l’ex vice di Obama: pure la penultima contendente rimasta in gara, Tulsi Gabbard, lascia la corsa delle primarie democratiche americane. “Conosco bene il vicepresidente e sua moglie e mi onoro di aver considerato un amico suo figlio Beau. Non siamo d’accordo su alcuni temi, ma è una brava persona che agisce solo per il bene del Paese”, con queste parole la Gabbard ha annunciato il suo endorsement a Joe Biden.

Con il ritiro di Tulsi Gabbard, a sfidare Biden è ora rimasto dunque solo Bernie Sanders. Dopo la sonora sconfitta di martedì, molti si aspettavano l’annuncio del ritiro già ieri. Ma il senatore del Vermont non ha ancora sciolto le riserve, benché nel frattempo ha interrotto i (costosi) spot elettorali su Facebook, solitamente un segnale d’abbandono.

NUOVA ZELANDA – Per la prima volta depenalizzato l’aborto – La nuova legge approvata in terza lettura con 68 voti a favore e 51 contrari consentirà alle donne di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza entro le prime 20 settimane di gestazione. Una giornata storica in Nuova Zelanda, dopo decenni di battaglie. “Per oltre 40 anni, l’aborto è stata l’unica procedura medica considerata un crimine in Nuova Zelanda. Ma d’ora in avanti gli aborti saranno giustamente trattati come un problema di salute”, ha affermato il ministro della Giustizia Andrew Little in una nota.

“La legge precedente richiedeva che le donne passassero attraverso molti passaggi, e burocrazia. Ciò ha comportato ritardi all’accesso alla procedura e rischi per la salute. Le modifiche concordate dal parlamento assicureranno che le donne ricevano consulenza e cure in modo più tempestivo”.

ISRAELE – Nettanyahu chiude la Knesset – Il presidente della Knesset Yuli Edelstein, un membro del Likud di Benjamin Netanyahu, ha deciso di chiudere la Knesset con la scusa di dover combattere il coronavirus. Di fatto bloccando ogni attività politica del parlamento. Il partito “Blu e Bianco” di Benny Gantz e gli altri partiti a lui alleati volevano scegliere immediatamente un nuovo presidente e poi avviare le procedure per far passare alcune leggi. Contro il “congelamento delle democrazia” di Edelstein e Netanyahu, “Blu e Bianco” ha presentato un ricorso alla Corte Suprema e ha bloccato ogni contatto con il Likud per la formazione di un possibile governo di unità. “Non hanno una maggioranza alla Knesset e quindi la chiudono: non lo permetteremo. È impossibile e sbagliato gestire una crisi di questa portata senza un Parlamento funzionante”, ha dichiarato Gantz.

Se siete comunque interessati alle notizie sul Coronavirus, trovate qui e qui le dirette di TPI con le ultime news dell’Italia e dal mondo.

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