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Home » Esteri

Si è dimesso il ministro xenofobo norvegese fidanzato con una rifugiata iraniana

Immagine di copertina
L'ormai ex ministro Per Sandberg con la compagna, Bahareh Letnes.

Per Sandberg ha violato il protocollo di sicurezza, essendo andato in Iran senza avvisare i colleghi del Governo e portando con sé il cellulare di servizio

Il ministro della Pesca norvegese, Per Sandberg, da sempre dichiaratamente xenofobo, è stato costretto a dimettersi per aver fatto un viaggio privato in Iran con la sua compagna, una rifugiata iraniana, senza avvertire il Governo.

Le dimissioni sono state annunciate lunedì 13 agosto 2018.

Sanberg ha violato il protocollo sulla sicurezza dei ministri, non avendo preventivamente avvisato gli uffici del premier e avendo portato con sé durante il viaggio il cellulare di lavoro.

I servizi segreti norvegesi indicano l’Iran come uno dei Paesi più attivi, insieme a Cina e Russia, nello spionaggio. Già a maggio l’ormai ex ministro della Pesca si era recato in Cina portando con sé il telefono di servizio.

Sandberg, 58 anni, ha dovuto rinunciare anche alla vice presidenza del suo partito, il Partito del progresso, orientato su su posizioni rigidamente anti-migranti.

L’ormai ex ministro è finito è finito nella bufera dopo che è emersa l’identità della sua nuova compagna, Bahareh Letnes, rifugiata iraniana più giovane di lui di 30 anni, ex regina di bellezza diventata imprenditrice.

La sua domanda di asilo in Norvegia era stata respinta per tre volte prima di ottenere finalmente un permesso di soggiorno perché a rischio di un matrimonio forzato in Iran.

Fino a qualche tempo fa Sandberg diceva: “Le culture non si mescolino”. La sua politica è fortemente xenofoba: tra le sue proposte si ricorda quella del braccialetto elettronico per gli stranieri in attesa di asilo, la chiusura delle frontiere norvegesi ai non europei e l’espulsione per gli immigrati che rientrano nel loro Paese per le vacanze. Ma l’amore gli ha fatto cambiare opinione.

Favorevole a una politica di immigrazione rigorosa, il Partito del progresso sostiene il rapido rimpatrio dei richiedenti asilo respinti e chiede la massima severità nei confronti degli stranieri che ritornano nel loro Paese di origine dopo aver ottenuto l’asilo in Norvegia.

I servizi di sicurezza interna hanno anche aperto un’indagine sulla compagna di Sandberg, che nega ogni connessione con il regime iraniano.

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