Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:35
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Cosa succede se non si raggiunge un accordo sulla Brexit: il temuto scenario del No deal

Immagine di copertina
Credit: WIktor Szymanowicz/NurPhoto

L’accordo siglato tra Theresa May e i leader dell’Ue è stato bocciato dal parlamento britannico 3 volte, l’ultima delle quali il 29 marzo. Al momento la data ufficiale dell’uscita del Regno Unito dall’Ue è il 12 aprile, se non dovessero cambiare le cose, e non è affatto escluso che nel frattempo cambino.

Il Consiglio europeo di marzo aveva concesso la proroga dal 29 marzo al 12 aprile, per consentire alla May di trovare un consenso intorno al suo piano, ma al momento non è stato così. Intanto, è stato convocato un nuovo vertice straordinario per il 10 aprile.

Al momento, visto il poco tempo a disposizione e l’opposizione di Westminster all’accordo di May, lo scenario più probabile, e più temuto sia dalla premier che dalle opposizioni è il cosiddetto “No deal”, cioè l’hard Brexit, l’uscita dall’Unione europea senza aver negoziato alcun accordo specifico.

Se il parlamento britannico non si metterà d’accordo, a mezzanotte del 12 aprile 2019, il Regno Unito sarà fuori dall’Ue. I “falchi” del partito conservatore sono a favore di questa opzione, che secondo loro è quella che rispecchia di più la volontà popolare uscita dal referendum del 23 giugno. Lo scenario del “no deal” in sostanza pone il Regno Unito sul piano di qualsiasi altro paese terzo all’Ue.

Lo scenario preoccupa però gli oppositori della Brexit, che vedono un futuro “catastrofico” fatto di crisi economica, calo di Pil, caos e molto altro. Il Pil dovrebbe calare dell’8 per cento, si rischia il raddoppio della disoccupazione e la svalutazione della sterlina, oltre al ripristino delle dogane.

A partire dalle 0.00 del 12 aprile, le leggi dell’Unione europea smetteranno immediatamente di avere valore nei confronti del paese e all’interno.

I cittadini europei che vivono nel Regno Unito sarebbero in un paese extracomunitario, e dunque non godrebbero più dello status giuridico attuale. Allo stesso tempo i cittadini britannici residenti all’estero, in uno degli altri 27 paesi Ue, sarebbero extracomunitari. Con l’hard Brexit, gli accordi di libera circolazione delle merci e delle persone, attualmente in vigore all’interno dei paesi membri, sarebbero immediatamente privi di efficacia.

I confini tra Regno Unito e altri paesi Ue (quindi Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda e Spagna e Gibilterra) diventerebbero di nuovo “attivi” e soggetti a controlli sia delle persone che delle merci.

In caso di No deal, vi sarebbero conseguenze importanti anche nel campo del commercio. Il Regno Unito non farebbe più parte del mercato unico europeo, all’interno del quale vige la libertà di scambio. Le tariffe della merce in entrata e uscita sarebbero quindi diverse da quelle dei paesi membri.

Il Regno Unito e l’Unione europea finirebbero quindi, in caso di no-deal, per riscuotere le stesse tariffe doganali sulle esportazioni della controparte come fanno al momento con paesi come gli Stati Uniti, il Brasile o l’India, dove non sono presenti accordi – come citato in precedenza – di libero scambio e unione doganale.

Lo scenario del No deal apre a conseguenze anche sul piano pratico, come ad esempio il caos alla frontiera, dove si formerebbero code di tir in attesa dei controlli alle frontiere. La frontiera più a rischio è quella del Canale della Manica, dove si prevedono code di oltre 20 chilometri. Le merci in entrata e in uscita potrebbero quindi rimanere bloccate per giorni.

Per far sì che il caos non regni sovrano, anche in caso di no deal, il governo e l’Ue dovranno mettere in pratica accordi singoli che regolamentino singoli settori e mitighino gli effetti di una hard Brexit.

Brexit, il Regno Unito si prepara al No deal con un’imponente operazione militare: 3.500 soldati e bunker nucleari
Ti potrebbe interessare
Esteri / I colloqui falliti, l'annunciato blocco di Hormuz e il Libano in fiamme: la tregua tra Usa e Iran sempre più in bilico
Esteri / Trump attacca Papa Leone: “È un debole ed è pessimo sulla politica estera”. La replica di Prevost: “Non ho paura di lui”
Esteri / Stop ai colloqui USA-Iran a Islamabad, Vance: “Non abbiamo raggiunto un accordo”. Teheran: “Proposte irricevibili”
Ti potrebbe interessare
Esteri / I colloqui falliti, l'annunciato blocco di Hormuz e il Libano in fiamme: la tregua tra Usa e Iran sempre più in bilico
Esteri / Trump attacca Papa Leone: “È un debole ed è pessimo sulla politica estera”. La replica di Prevost: “Non ho paura di lui”
Esteri / Stop ai colloqui USA-Iran a Islamabad, Vance: “Non abbiamo raggiunto un accordo”. Teheran: “Proposte irricevibili”
Esteri / Europa senza carburante per aerei entro tre settimane: l’allarme degli operatori aeroportuali
Esteri / Allarme cherosene in Europa, voli a rischio già da maggio
Esteri / Gli influencer Maga scaricano Trump, l’attacco del presidente Usa: “Sono persone stupide”
Esteri / Gaza, sei mesi dopo: oltre 700 persone uccise durante la tregua tra Israele e Hamas
Esteri / La tregua tra Usa e Iran sembra reggere ma aleggia l’incertezza sui colloqui in Pakistan
Esteri / Oligarchi nostri: chi sono i nuovi padroni dell’intelligenza artificiale
Esteri / La metamorfosi di OpenAI e quell’utopia tradita dell’intelligenza artificiale