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Brexit, il Regno Unito si prepara al No deal con un’imponente operazione militare: 3.500 soldati e bunker nucleari

Di Laura Melissari
Pubblicato il 22 Mar. 2019 alle 12:48 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:58
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Immagine di copertina
Credit: Albert Nieboer/Royal Press Europe/RPE

Il Regno Unito sta vivendo momenti di grande caos in vista della sua imminente (o forse no) uscita dall’Unione europea. Mentre le strategie politiche procedono, con grandi difficoltà, parallelamente anche quelle militari si vanno strutturando.

Il governo si prepara a entrare in modalità allerta in caso di No deal, l’uscita del Regno Unito senza accordo.

L’operazione Redfold prevede un dispiegamento di 3.500 militari che saranno impiegati in caso di disordini e caos o in caso di mancanza di beni di prima necessità.

Le forze armate hanno attivato un bunker a prova di attacco nucleare sotto il Ministero della Difesa a Londra, come rivela Sky News.

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Il controllo del piano è nelle mani del Cobra, il Cabinet Office Briefing Rooms, il comitato di coordinamento e strategia del governo britannico, istituito per rispondere a una crisi nazionale.

Il Cobra, che ha lo scopo di prendere decisioni rapire e efficaci si riunisce in caso di pericolo per il paese, per coordinare la risposta del governo a una crisi.

Il piano prevede che siano predisposte squadre di militari per rispondere alle necessità del paese in caso di No deal.

La missione Redfold è strettamente legata all’Operazione Yellowhammer. I militari potranno essere usati ad esempio per agevolare il trasporto di cibo, beni di prima necessità o carburante in caso di ristrettezza.

Le basi militari potranno inoltre essere utilizzate per parcheggiare camion e altri veicoli in caso di ritardi e code nei controlli doganali alle frontiere.

Il bunker a prova di attacco nucleare, chiamato Pindar, si trova sotto la sede del ministero della Difesa, a Whitehall. Si tratta della struttura utilizzata dalle forze armate in tempo di guerra o di emergenza nazionale.

L’operazione Redfold coinvolge oltre al personale militare anche civili altamente qualificati.

Sky News aveva rivelato a gennaio che la preparazione di un piano per un No deal è la “massima priorità” del Ministero della Difesa. In questi mesi i militari sono stati addestrati per affrontare una serie di svariate eventualità in caso di Brexit.

Il ministero ha già speso almeno 23 milioni di sterline per lo scorte di cibo, carburante, pezzi di ricambio e munizioni in previsione di eventuali interruzioni ai rifornimenti.

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