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Home » Esteri

Nizza aveva chiesto aiuto a Hollande il giorno prima dell’attacco

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Il presidente del Consiglio regionale della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra aveva richiesto maggiore protezione e supporto per la polizia locale

Mercoledì 13 luglio, alla vigilia della strage sulla Promenade des Anglais a Nizza, Christian Estrosi, presidente del Consiglio regionale della Provenza-Alpi-Costa Azzurra ed ex sindaco di Nizza, aveva scritto al presidente Francois Hollande riguardo alla necessità di un piano d’urgenza in materia di sicurezza.

Nella lettera, dai toni severi, Estrosi invitava il primo cittadino francese a “sostituire i tempi degli omaggi con i tempi delle azioni”. Inoltre, è necessario “sopprimere i freni dogmatici ed ideologici che fanno da ostacolo all’utilizzo di nuovi mezzi tecnologici”.

Il presidente della regione si riferisce al metodo del riconoscimento facciale, da lui proposto per la manifestazione sportiva di Euro 2016 e che non ha avuto un grande seguito a livello nazionale.

Bisogna “proteggere la polizia e darle l’autorità di agire”. Le condizioni lavorative della polizia municipale sono estremamente precarie. Estrosi denuncia la mancanza di materiali: non c’è un giubbotto anti-proiettile a disposizione per ogni agente.

La polizia locale è esposta alle stesse minacce di quella nazionale, come quella del terrorismo. Eppure le autorità concesse all’una e all’altra sono ben diverse: gli agenti municipali non sono autorizzati a procedere con un controllo d’identità e non hanno accesso diretto alle schede di immatricolazione o a permessi. Estrosi sottolinea come questo li renda, in tali aspetti, inferiori in potere a “commessi e venditori di automobili”.

Il piano d’urgenza è una priorità assoluta, ora che “siamo esposti a una situazione di pericolo crescente e che i nostri poliziotti municipali sono mobilizzati in questa lotta”. La lettera, che reclama maggiore protezione per gli agenti locali, fa anche riferimento all’assassinio di stampo terroristico di una coppia di poliziotti a Magnanville, vicino a Parigi, il 14 giugno.

La sua proposta arriva nel momento tristemente più appropriato: oggi più che ieri, ha la possibilità di venire ascoltato. Questa la lettera nella sua interezza, pubblicata da Le Figaro:

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