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Home » Esteri

Nigeria, dopo 5 anni resta il mistero su 112 studentesse rapite da Boko Haram

Immagine di copertina

Sono passati 5 anni da quando 276 studentesse furono sequestrate da una una scuola a Chibok, nel nordest della Nigeria, dal gruppo islamista Boko Haram.

Solo 60 ragazze riuscirono a scappare, altre furono liberate nel corso degli anni, ma di 100 di loro non si hanno più notizie.

Il rapimento avvenne il 14 aprile 2014 e per due anni sulla loro sorte era calato il silenzio più totale, fino a quando i soldati nigeriani non liberarono una ragazza di 21 anni, Amina Ali, e il suo bambino di quattro mesi.

Dopo 5 mesi, grazie alla mediazione dell’insegnante e avvocato Zanna Mustapha, altre 21 ragazze furono rilasciate, mentre nel maggio del 2017 Boko Haram liberò altre 82 ragazze dopo aver ricevuto ingenti somme di denaro e aver ottenuto il rilascio di alcuni dei suoi membri.

A sorprendere in questo contesto fu però il rifiuto di un gruppo di studentesse di lasciare il gruppo terroristico: questa vicenda aumentò il sospetto delle autorità che alcune di loro si fossero radicalizzate, anche se l’ipotesi più probabile è che le ragazze si vergognassero a fare ritorno dalle loro famiglie.

Boko Haram non perse occasione per sfruttare a proprio vantaggio la situazione, pubblicando un video in cui cinque studentesse, ritratte con i loro bambini, dichiaravano di essere contente di vivere con i militanti.

Dopo 5 anni, non si hanno ancora notizie delle 112 ragazze ancora nelle mani dei jihadisti.

Boko Haram

Il gruppo jihadista Boko Haram è nato nel 2002: a fondarlo è stato Mohammed Yusuf Boko Haram e secondo i dati dell’intelligence americana conta tra i 4mil e i 6mila combattenti.

La Nigeria è una nazione in cui vivono circa 350 gruppi etnici, con un Nord a prevalenza musulmano e un Sud cristiano.

>>Crisi alimentare, scontri etnici e transumanza: la “questione Fulani” preoccupa il Sahel

Proprio nel centro-nord si registrano generalmente i maggiori scontri tra i pastori semi-nomadi fulani, musulmani, e gli agricoltori, che sono invece cristiani.

È in questo contesto che è nato il gruppo terroristico di Boko Haram, che in più di 10 anni della sua nascita ha ucciso più di 20mila persone e costretto altre 2 milioni a lasciare le proprie abitazioni.

Il gruppo è anche noto per i continui sequestri: almeno 4mila persone, tra ragazze, ragazzi e donne adulte, sono state sequestrate, e costrette a lavorare come schiave del sesso, combattenti e kamikaze secondo un report del 2018 di Amnesty International.

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