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Il “muro della vergogna” tra Turchia e Siria di cui nessuno parla

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La costruzione della barriera, cominciata nel 2014, sarà completata entro aprile 2017. Sono già state registrate violenze ai danni dei siriani al confine

Il governo turco sta costruendo un muro alto tre metri al confine tra Turchia e Siria. Dal 2014 e a gennaio 2017 la barriera ha raggiunto la lunghezza di 290 chilometri sui 511 chilometri previsti.

Si tratta di uno dei muri più lunghi mai costruiti, anche se la notizia è passata finora sotto silenzio. Secondo il sito Komnews, i critici l’hanno già definito il “muro della vergogna”.

Il progetto turco fa discutere, soprattutto dopo che il primo ministro turco Binali Yildirim aveva criticato la proposta di Donald Trump di bloccare l’ingresso dei messicani negli Stati Uniti.

“Voi costruite muri, ma i muri non sono mai una soluzione”, ha detto Yildirim in occasione di un incontro a gennaio con la leader inglese Theresa May. “Finiranno per essere buttati giù come è successo con il muro di Berlino”.

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Costruito in cemento su suolo siriano e sormontato da filo spinato, il muro è una violazione dei confini territoriali. Inoltre, secondo l’amministrazione della Siria settentrionale, è un tentativo di dividere i gruppi curdi che si trovano in quella zona.

Il ministro degli Esteri siriano ha invocato l’intervento delle Nazioni Unite perché considera l’iniziativa turca in contrasto con il principio delle pacifiche relazioni tra vicini.

I lavori di costruzione del muro sono gestiti per due terzi direttamente dall’ente turco per l’edilizia pubblica Toki. Dal 2003 l’agenzia si è già occupata della realizzazione di stazioni di polizia e checkpoint nel sud-est della Turchia. Toki è anche coinvolta nella ricostruzione delle città distrutte a causa degli scontri tra le forze di sicurezza turche e gruppi sostenuti dal Partito curdo dei lavoratori nelle regioni controllate dai curdi (Pkk).

“I costi non sono elevati e stiamo costruendo anche 260 chilometri di strade e torri alle spalle del muro che sono cruciali per la nostra sicurezza”, ha detto a Reuters Ergun Turan, presidente di Toki, aggiungendo che la fine dei lavori per il muro è prevista per marzo-aprile 2017.

Anche se il muro non è stato ancora completato, fonti militari hanno registrato migliaia di tentativi di accesso illegale già dal 2015. Nel 2016 il fenomeno si è sensibilmente ridotto, ma la barriera ha bloccato anche i rapporti commerciali lungo il confine, danneggiando l’economia locale. I rifugiati, inoltre, denunciano continue violenze subite dalle guardie di frontiera turche.

Human Rights Watch ha confermato un aumento degli episodi violenti ai danni dei richiedenti asilo siriani a seguito dell’accordo tra la Turchia e l’Unione europea per bloccare l’immigrazione in Europa.

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