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Home » Esteri

Le nuove misure dell’Ue sui migranti

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Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker annuncia cambiamenti nelle politiche comunitarie sull'immigrazione

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha lanciato al Parlamento europeo di Strasburgo un appello per un cambiamento radicale nelle politiche comunitarie sull’immigrazione.

Tra le proposte di Juncker, ci sarebbe una redistribuzione di 160mila migranti – 120mila in più rispetto ai 40mila già annunciati a maggio 2015 – in diversi stati membri secondo delle quote prestabilite. La Germania ha accolto positivamente l’istanza, mentre alcuni stati dell’Ue come Repubblica ceca, Slovacchia, Polonia e Romania hanno espresso dei giudizi negativi a riguardo.

Tra le altre proposte, l’introduzione di un nuovo sistema che dovrebbe semplificare le richieste d’asilo all’interno dei Paesi dell’Ue, la formazione di un corpo comunitario per il pattugliamento e il controllo dei confini e una revisione del Trattato di Dublino.

Il presidente ha poi auspicato un nuovo sistema permanente di redistribuzione dei rifugiati in caso di crisi prolungate, come quella che è in corso negli ultimi mesi.

Secondo i nuovi piani, il 60 percento dei migranti che ora si trovano in Italia, Grecia e Ungheria verrebbero distribuiti tra Germania, Francia e Spagna.

Qui sotto: un grafico della BBC mostra il numero di migranti che gli stati membri dell’Ue dovrebbero accogliere secondo le proposte del presidente Junker


I nuovi criteri di allocazione nei diversi stati membri sarebbero valutati a partire dai dati sul prodotto interno lordo, sulla popolazione, sul tasso di disoccupazione, e sulle leggi in vigore per le richieste d’asilo. Qualora alcuni Paesi rifiutassero di accogliere i migranti, sarebbero previste sanzioni finanziarie.

Mercoledì 9 settembre 2015, il governo della Danimarca ha interrotto tutti i collegamenti ferroviari con la Germania e chiuso alcuni tratti delle proprie autostrade dopo l’ingresso di alcuni migranti che volevano raggiungere la Svezia.

Il 14 settembre ci sarà una riunione speciale dei ministri dell’Interno dei Paesi dell’Ue per discutere riguardo la crisi dei rifugiati.

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