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Home » Esteri

Quei giovani influencer che invitano i nordafricani a emigrare: “L’Europa è ricca di opportunità”

Immagine di copertina
Zizou Vlogs, uno degli influencer che spingono i nordafricani a migrare verso l'Europa (Credits: Youtube)

Raccontano i loro viaggi clandestini in Europa. Danno consigli, conquistano follower e spingono molti a partire. Ma spesso forniscono un quadro lontano dalla realtà

Migranti, i giovani influencer che invitano nordafricani a emigrare in Europa

Dietro la crisi dei migranti in Europa, con migliaia e migliaia di persone che tentano il viaggio della speranza lasciando l’Africa per cercare fortuna nel Vecchio continente, c’è anche una generazione di giovani influencer che, da tempo, sui social raccontano i loro viaggi illegali all’interno dell’Unione europea invitando i cittadini nordafricani a fare altrettanto. A raccontare il fenomeno è stato l’Economist: “I migranti nordafricani – si legge sul settimanale inglese – condividono da tempo consigli su come entrare illegalmente in Europa e in America. Sui social media offrono una visione romantica della vita dall’altra parte del viaggio. Questi post hanno incoraggiato centinaia di migliaia di nordafricani a intraprendere l’haraga, o migrazione illegale”.

Sui canali social di questi giovani influencer ci sono anche veri e propri video con informazioni pratiche su come attraversare illegalmente i confini e su quali sono le rotte migliori. Ma non solo: non è raro leggere di alcuni agenti delle forze dell’ordine che accettano tangenti per chiudere un occhio alla frontiera, o trovare addirittura numeri e indirizzi di trafficanti e indicazioni su come evitare l’espulsione nel caso si venga scoperti. “Aiuto i nordafricani a superare la barriera della paura e a realizzare il loro sogno di raggiungere l’Occidente”, spiega uno di questi influencer, Murad Mzouri, ex venditore di vestiti in Marocco che ora è diventato un videoblogger da un milione di visualizzazioni al mese.

Alcuni di questi giovani riescono addirittura a fare di questo fenomeno un lavoro. Secondo Matthew Herbert e Amine Ghoulidi, ricercatori dell’Istituto per gli studi sulla sicurezza (organizzazione che ha come obiettivo quello di rafforzare la sicurezza in Africa), i social media sono diventati un incentivo all’emigrazione. “È all’interno di questo grande ecosistema mediatico accessibile a livello regionale – spiegano – che sono sorti contenuti specifici per l’immigrazione irregolare. In primo luogo, con video su YouTube o live-streaming su piattaforme come WhatsApp, FaceTime, Instagram Live e Facebook, questi contenuti guidano la migrazione e la rendono possibile. L’Europa è ritratta come pulita, sicura e piena di opportunità economiche e sociali. Una visione dell’Europa che è l’antitesi della realtà quotidiana per molti nel Maghreb”.

Ciò che colpisce di più, specifica l’Economist, è che il modo di agire di questi influencer si discosta moltissimo dalla solita immagine del migrante povero, senza risorse o strumenti tecnologici, di cui siamo abituati a leggere nelle cronache quotidiane. Allo stesso tempo, uno dei problemi più grandi di questo fenomeno è che l’immigrazione raccontata sui blog è molto diversa dalla realtà che poi i giovani migranti trovano una volta sbarcati in Europa.

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