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Home » Esteri

“Saskia vedeva il meglio in tutte le persone”: il messaggio della famiglia della 23enne uccisa nell’attentato di Londra

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La famiglia della giovane ha diffuso un messaggio toccante per ricordare Saskia Jones, uccisa nell'attentato di venerdì 29 novembre a Londra

Il messaggio della famiglia della ragazza uccisa nell’attentato di Londra

Domenica 1 dicembre, Scotland Yard ha reso noto il nome della seconda vittima dell’attentato compiuto venerdì 29 novembre sul London Bridge a Londra.

Si tratta di una ex studentessa dell’Università di Cambridge. Il nome della ragazza è Saskia Jones e aveva 23 anni. Lo ha reso noto Scotland Yard, confermando pure l’identità già nota dell’altra vittima, il 25enne Jack Merritt.

La famiglia della giovane ha diffuso un messaggio toccante per ricordare Saskia Jones: “Era divertente, gentile ed era al centro delle vite di tante persone con un’influenza positiva”, si legge.

“Saskia – ricordano i genitori con affetto familiare – aveva un senso del divertimento meraviglioso e birichino ed era generosa al punto da voler vedere sempre il meglio in tutte le persone. Voleva vivere una vita piena e aveva sete di conoscenza”, animata dalla “grande passione di dare sostegno alle vittime dell’ingiustizia penale”.

Passione che l’aveva spinta a seguire il programma dell’università di Cambridge sul reinserimento educativo dei detenuti, ma anche – rivelano i familiari – a presentare domanda per l’arruolamento “nella polizia” britannica, con l’intenzione di “specializzarsi nel sostegno alle vittime”. “Questo è un momento estremamente doloroso per la nostra famiglia. Saskia lascerà un vuoto enorme nelle nostre vite”, concludono i genitori, invocando ora il “rispetto pieno” della loro “privacy”.

Ministero della giustizia britannico avvia revisione di benefici e permessi per i detenuti

Come richiesto già venerdì 29 novembre dal primo ministro, Boris Johnson, il Ministero della Giustizia britannico ha iniziato nella notte una revisione urgente dei casi di benefici e permessi, come la semilibertà, a detenuti potenzialmente pericolosi, esaminando almeno 70 casi.

Dopo l’attacco di Khan, condannato a 16 anni per reati legati al terrorismo e in libertà vigilata, dopo sei anni di detenzione, da dicembre 2018, contro l’esecutivo si era scagliata l’opposizione Labour, con Jeremy Corbyn che ha accusato il premier di aver stretto i cordoni della borsa con la polizia per motivi di austerità. Sabato Johnson, che si è recato sul luogo dell’attacco, ha promesso “certezza della pena” per i soggetti pericolosi.

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