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Coronavirus, un McDonald’s in Cina vieta l’ingresso alle “persone di colore”

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 14 Apr. 2020 alle 19:40 Aggiornato il 14 Apr. 2020 alle 19:50
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Immagine di copertina

“Le persone di colore non possono entrare”. Questa la vergognosa scritta su un cartello comparso all’ingresso di un McDonald’s di Guangzhou, città della Cina meridionale, posizionato per “motivi di sicurezza” data l’emergenza Coronavirus. Una denuncia di razzismo che è diventata virale grazie a un video circolato su Twitter, il quale riprende appunto il cartello all’entrata del locale della nota catena di ristoranti fast food, messo in seguito alla notizia di nuovi contagi da Covid-19 che hanno colpito dei cittadini di origine africana. Immediato, naturalmente, lo sdegno del popolo del web, con la clip che ha fatto in poche ore il giro del mondo.

“Immediatamente dopo aver appreso di una comunicazione non autorizzata ai nostri ospiti in un ristorante a Guangzhou, abbiamo subito rimosso la comunicazione e chiuso temporaneamente il ristorante”, è stata la nota con cui McDonald’s ha prontamente chiesto scusa per l’increscioso episodio. Il colosso del fast food ha inoltre voluto specificare che quel divieto non è assolutamente “rappresentativo dei valori inclusivi” propri della catena statunitense e che ai dipendenti verrà chiesto di frequentare un corso sui temi della “diversità e inclusione”. A Guangzhou è presente una ricca comunità di migranti africani e questo, purtroppo, non è il primo episodio di discriminazione ai loro danni in questi giorni di emergenza Coronavirus: come testimoniato dalla BBC, che ha raccolto le voci di alcuni leader delle comunità africane residenti nella città cinese, molti proprietari di casa hanno sfrattato i propri affittuari “neri” perché impauriti dal contagio del virus.

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