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Il Libano ha un nuovo governo

Il presidente Aoun e il primo ministro Hariri hanno formato un nuovo esecutivo composto da 30 ministri appartenenti a quasi tutte le forze politiche del paese

Di TPI
Pubblicato il 19 Dic. 2016 alle 09:53 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 09:10
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Immagine di copertina

Il presidente del Libano Michel Aoun e il primo ministro Saad Hariri hanno formato il nuovo esecutivo, formato da 30 ministri appartenenti a quasi tutte le forze politiche e le confessioni religiose del paese, anche se il partito falangista cristiano ha rifiutato il portafogli che gli era stato offerto, domenica 18 dicembre 2016.

Aoun è stato eletto il 31 ottobre dopo 29 mesi di trattative pubbliche e segrete, alleanze improbabili e colpi di scena. Hariri (figlio di Rafiq, a sua volta primo ministro, assassinato nel 2005) è stato incaricato di formare il governo, giovedì 3 novembre 2016.

L’elezione di Aoun è stata ottenuta infatti con il sostegno non solo del movimento sciita Hezbollah, ma anche con quello del leader sunnita Hariri, che ha chiesto in cambio la premiership.

Tra i principali incarichi di gabinetto c’è quello di Gebran Bassil, esponente cristiano e alleato di Aoun, che conserva il posto di ministro degli Esteri; quello di Ali Hassan Khalil, membro del partito sciita Amal cui appartiene anche il presidente del parlamento Nabih Berri, che resta ministro delle Finanze; e quello di Nouhad Machnouk, membro del movimento Futuro, la formazione sunnita guidata dallo stesso Hariri, che ha ottenuto un nuovo mandato come ministro dell’Interno.

Il ministro della Difesa è andato a Yacoub al-Sarraf, alleato politico di Aoun, mentre il dicastero per l’energia e l’acqua è stato assegnato a Cesar Abou Khalil. Tra le novità, ci sono un ministero per l’anticorruzione e un ministero per gli affari delle donne.

Il Libano si trova ad affrontare una situazione difficile a causa dei problemi relativi all’economia, alle infrastrutture e alla fornitura dei servizi di base, aggravati dalle ripercussioni della guerra nella vicina Siria. Nel paese sono arrivati centinaia di migliaia di rifugiati, solo quelli registrati dall’Unhcr sono oltre un milione.

Le prossime elezioni parlamentari nel paese dei cedri si terranno a maggio 2017.

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