Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La crisi climatica colpisce Gaza: il territorio palestinese rimarrà senza olio

Immagine di copertina
Credit: EPA/MOHAMMED SABER

Gaza rimarrà senz’olio e la colpa è dei cambiamenti climatici. La raccolta delle olive nel territorio costiero palestinese è diminuita del 60 per cento nell’ultima stagione a causa degli effetti del riscaldamento globale, acuendo la già gravissima situazione economica e ambientale locale. Nella regione un tale calo della produzione olivicola non si registrava da trent’anni. Le previsioni per il prossimo raccolto arrivano a “sole” 10mila tonnellate di olive, rispetto alle 17mila dell’anno scorso e alle 23mila del 2019. Quest’anno soltanto un terzo degli ulivi piantati nella striscia ha effettivamente dato frutti. E la situazione non sembra volgere al meglio: nei prossimi anni, le autorità locali si aspettano un ulteriore calo della resa delle colture. Ma la crisi non è soltanto ecologica: gli agricoltori di Gaza hanno subito ingenti danni a causa della mancata produzione. I contadini non hanno potuto nemmeno compensare le perdite con l’aumento dei prezzi sul mercato a causa della diffusa povertà locale. La situazione rischia di aumentare ulteriormente la dipendenza del territorio costiero palestinese dalle importazioni. La produzione locale, anche nei periodi migliori, copre infatti solo il 35 per cento del fabbisogno di Gaza. La concorrenza internazionale potrebbe spazzare via un settore fondamentale per le comunità locali. Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, la raccolta delle olive figura tra le principali fonti di sostentamento per oltre 100mila famiglie palestinesi.

Continua a leggere sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui.
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Esteri / Attentato fallito in Germania: scoperti droni diretti contro aerei carichi di armi destinate all’Ucraina
Esteri / Elezioni in trincea: Israele valuta seggi elettorali per i soldati a Gaza, in Libano e in Siria
Esteri / Patto Iran-Oman per riaprire Hormuz. Usa e Israele preparano nuovi raid. Escalation in Libano e Yemen
Esteri / Dietro le quinte dei negoziati sull’Ucraina: spunta un incontro “riservato” tra ex funzionari europei e russi
Esteri / Gli Houthi rivendicano un attacco contro una petroliera saudita nel nord del Mar Rosso
Esteri / Israele rinvia il ritiro da Gaza
Esteri / Hormuz: l'intesa tra Usa, Iran e Oman a un passo. Ma pesano l'ombra delle mine e la sfiducia di Teheran