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Chi sono i jihadisti vicini ad al Qaeda chiamati da Erdogan a combattere contro i curdi al fianco della Turchia

Di Laura Melissari
Pubblicato il 13 Ott. 2019 alle 15:16 Aggiornato il 16 Ott. 2019 alle 12:13
Immagine di copertina
Credit: profilo Twitter di Ahrar al Sharqiya

Chi sono i jhiadisti chiamati da Erdogan a combattere contro i curdi

Erdogan schiera i jihadisti di al-Qaeda per combattere i curdi nel nord-est della Siria. La conferma del coinvolgimento di gruppi legati all’organizzazione terroristica arriva dalla milizia Ahrar al Sharqiya, e da altre organizzazioni che hanno detto di far parte dell’Esercito Nazionale Siriano (NSA), una serie di brigate ribelli che hanno combattuto nella guerra civile siriana. Gli stessi miliziani stanno pubblicando decine di foto e video che confermano il loro coinvolgimento nell’offensiva contro i curdi.

Le forze di Ankara raggruppano da mesi una serie di milizie, attive nella regione nord-occidentale di Idlib, con lo scopo di usarle nella campagna contro i curdi. Tra questi gruppi ci sono sigle molto vicine al qaidismo.

Le milizie arabe filo-Ankara, che comprendono dunque brigate jihadiste, hanno già ucciso almeno 60 civili, secondo l’ultimo bilancio delle vittime stilato dalla Mezzaluna Rossa curda. Sono invece 130mila gli sfollati fuggiti dalle loro case dall’inizio delle operazioni militari della Turchia nei territori del Rojava.

Ma chi sono i jihadisti che combattono i curdi al fianco della Turchia?

Le organizzazioni cooptate dal presidente turco Erdogan sono legate, oltre che ad al Qaeda, anche al sedicente Stato islamico. Tra queste vi è la già citata Ahrar Al Sharqiya, un gruppo di ribelli siriani armati originario del Governatorato di Deir ez-Zor, di ideologia nazionalista e islamista, che era stato fondato da alcuni fuoriusciti di Al Nusra. Al nusra è un gruppo armato jihadista salafita che combatte attivamente nella guerra civile siriana dal 2012. Il Fronte al-Nusra ha annunciato la sua affiliazione ad al Qaeda nel luglio 2016. L’anno successivo il gruppo ha cambiato nome in Hayat Tahrir al-Sham (Organizzazione per la liberazione del Levante), fondendosi con altre organizzazioni jihadiste minori.

I gruppi jihadisti attivi al fianco della Turchia sono riuniti sotto il grande cappello dell’Esercito Nazionale Siriano. Secondo le ultime informazioni che arrivano dalla Siria, sarebbero penetrati una trentina di chilometri all’interno del territorio curdo, così come voluto da Ankara.

I miliziani di Ahrar Al Sharqia stanno diffondendo video in cui si vede l’esecuzione sommaria di un combattente curdo appena catturato, come scrive il New York Times, pubblicando le immagini agghiaccianti.

L’operazione militare della Turchia nel nord della Siria arriva a otto anni dall’inizio della guerra civile che ha devastato il paese.

Gli Stati Uniti hanno appoggiato a lungo la milizia a guida curda nel nord-est del paese, nota come Syrian Democratic Forces, o Sdf, che ha avuto un ruolo chiave nella battaglia contro i jihadisti dello Stato Islamico e ha riconquistato gran parte del territorio che una volta era controllato dall’Isis.

Ma Trump, che aveva circa mille truppe schierate al confine tra Siria e Turchia, adesso si è fatto da parte.

Per prepararsi all’invasione, la Turchia ha sostenuto gruppi di combattenti prevalentemente arabi in Siria che si oppongono alle Sdf. La Turchia ha iniziato a portare combattenti arabi siriani attraverso il suo confine direttamente nella zona controllata dai curdi.

Intanto, nelle scorse ore, le autorità curde hanno annunciato la fuga dei jihadisti stranieri dal campo di Ayn Issa, nel nord della Siria, circa 35 km a sud del confine turco, dove ci sono 12mila persone tra cui mogli e vedove di combattenti dell’Isis con i loro figli. L’amministrazione semiautonoma della regione curda ha detto che i detenuti hanno attaccato le guardie e travolto le recinzioni. “Il campo di Ayn Issa è ormai senza controllo”, hanno riferito i curdi.

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