Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:42
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Algeria, ministro teme che l’ISIS sposti le sue forze in Africa

Immagine di copertina

Il ministro degli Esteri algerino Abdul Qader Messahel ha detto che il Nordafrica è attualmente minacciato dal possibile ritorno di combattenti provenienti dalla regione che si sono uniti all’Isis in Siria e Iraq e potrebbero tornare alle zone di origine con la sconfitta del sedicente Stato islamico.

Oggi in Siria l’Isis controlla solo una piccolissima parte di territorio al confine tra Siria e Iraq e ha perso tutte le principali città che un tempo aveva in mano. Tuttavia, molti analisti temono che i cosiddetti foreign fighters facciano ritorno a questo punto ai loro Paesi d’origine per realizzare attentati e, secondo Messale, minacciando la stabilità del Nordafrica.

Secondo una serie di rapporti, tra cui quello del Soufan Center, almeno 5.600 combattenti stranieri hanno lasciato i territori della Siria e dell’Iraq, molti per fare ritorno in Tunisia e Marocco, due dei Paesi da cui proveniva il maggior numero di foreign fighters.

Secondo gli analisti questi miliziani potrebbero unirsi a gruppi terroristi nei propri Paesi o, diversamente, unirsi a milizie armate in futuri conflitti.

Secondo David Des Roches, professore associato presso la National Defense University di Washington, il ritorno dei foreign fighters può essere un elemento di preoccupazione per i paesi dell’Occidente, del Medio Oriente e del Nordafrica.

Questo gruppo di persone non si considererebbe infatti sconfitto, ma intenzionato a portare avanti la jihad su un campo di battaglia differente, sempre secondo Des Roches.

Nell’Africa settentrionale ci sono diversi conflitti al momento in corso ai quali hanno preso parte anche uomini dell’Isis. C’è ad esempio quello nella penisola del Sinai, dove è attivo il gruppo un tempo chiamato Ansar Beit al-Maqdis che nel 2014 ha giurato fedeltà al sedicente Stato Islamico. Questo gruppo ha realizzato numerosi attentati in questo territorio dell’Egitto al confine con Israele e la Striscia di Gaza.

Anche la regione del Sahel ha una forte presenza di miliziani islamisti, soprattutto legati ad al-Qaeda. Tuttavia anche l’Isis è presente in quest’area, e lo scorso 4 ottobre un gruppo di uomini legati al gruppo ha ucciso cinque militari locali e quattro militari statunitensi.

Tuttavia, il conflitto che gli analisti temono possa essere raggiunto dai miliziani dell’Isis provenienti da Siria e Iraq e quello in Libia, dove la guerra civile e la crisi politica in corso da anni non sembrano vicine alla soluzione e potrebbero rappresentare per gli estremisti un terreno fertile.

Diverse autorità statunitensi temono che l’Isis possa rappresentare una crescente minaccia per i paesi africani. Il senatore Tom Tillis della North Carolina ha dichiarato che teme che la situazione creatasi in Siria e Iraq con l’Isis possa ripetersi in Niger, dove i militari statunitensi sono stati colpiti da un attacco. Un paese che confina con l’instabile Libia.

Una situazione confermata dal senatore dell’Arizona John McCain, secondo il quale non vi sono dubbi che i miliziani dell’Isis si stiano trasferendo in Africa.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan