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Continuano i bombardamenti Usa e di Israele sull’Iran, che risponde con contrattacchi in Medio Oriente. Giallo sull’elezione di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema. Israele: “Chiunque sia sarà un bersaglio”

Immagine di copertina
Colonne di fumo si alzano su Teheran, capitale dell’Iran, il 2 marzo 2026 a seguito dei bombardamenti di Israele e Stati Uniti. Credit: Akasbashi/SIPA / AGF

Le ultime notizie di oggi, mercoledì 4 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran

Diretta live della guerra di Usa e Israele contro l’Iran oggi, mercoledì 4 marzo

Continuano i bombardamenti di Usa e Israele sull’Iran, che risponde con contrattacchi contro lo Stato ebraico e le basi americane e le infrastrutture energetiche e commerciali dei loro alleati nel Golfo: lanciati nella notte almeno 40 missili dalla Repubblica islamica. Una bambina di 11 anni è morta a seguito delle ferite riportate dalla caduta dei detriti di un razzo intercettato dalla contraerea in Kuwait. Un sottomarino Usa invece ha affondato una fregata iraniana classe Mowj Dena, con a bordo 180 membri dell’equipaggio, al largo dello Sri Lanka, le cui autorità sono intervenute salvando 32 marinai. Giallo sull’elezione di Mojtaba Khamenei come successore del padre Ali a Guida Suprema della Rivoluzione. La notizia, battuta dai media stranieri vicini all’opposizione monarchica iraniana, non è stata confermata da Teheran. In serata la Repubblica islamica comincerà i riti funebri, che dureranno tre giorni, per l’86enne leader ucciso il 28 febbraio scorso.  Il governo israeliano fa sapere che chiunque sia sarà un “bersaglio”. Intanto Tel Aviv continua a colpire Hezbollah in Libano. Di seguito le ultime notizie di oggi, mercoledì 4 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

 

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DIRETTA

Ore 12,30 – Iran: rinviati a data destinarsi i funerali di Khamenei – La Repubblica islamica ha annunciato il rinvio a data da destinarsi dei funerali di Stato previsti questa sera a Teheran per la Guida Suprema della Rivoluzione islamica, ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid congiunto di Usa e Israele lo scorso 28 febbraio. Lo ha annunciato la tv di Stato iraniana Irib, citata anche dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui le esequie sono state rinviate “in previsione di un’affluenza senza precedenti”. “La cerimonia di addio per l’Imam martirizzato è stata rinviata”, ha riferito la televisione iraniana. “La nuova data sarà annunciata in seguito”.

Ore 12,15 – Emirati Arabi: intercettati 3 missili e oltre 120 droni lanciati dall’Iran – Almeno 3 missili balistici e 129 droni sono stati lanciati oggi dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti, le cui difese aeree non sono riuscite a intercettare soltanto 8 razzi, caduti nel territorio del Paese. Lo riferisce il ministero della Difesa di Abu Dhabi in una nota diramata sui social, secondo cui dall’inizio della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran “sono stati rilevati 189 missili balistici” e “941 droni” lanciati da Teheran verso gli Emirati Arabi, che hanno provocato 3 morti e 78 feriti.

Ore 12,00 – Il ministro degli Esteri dell’Indonesia Sugiono annuncia: “Sospese tutte le attività del Board of Peace dall’inizio della guerra contro l’Iran” – Tutte le discussioni e le attività del Board of Peace, creato e presieduto dal presidente Usa Donald Trump in seguito al cessate il fuoco mediato lo scorso anno a Gaza tra Israele e Hamas, sono state sospese con l’inizio delle ostilità contro l’Iran. L’annuncio è arrivato oggi dal ministro degli Esteri dell’Indonesia, Sugiono, dopo una cena con il suo presidente Prabowo Subianto. “Tutte le discussioni del Board of Peace sono sospese poiché l’attenzione si è spostata sulla situazione in Iran”, ha affermato oggi Sugiono, che oggi ha incontrato l’ambasciatore iraniano a Jakarta, Mohammad Boroujerdi. “Ci consulteremo anche con i nostri amici e colleghi nel Golfo perché anche loro sono sotto attacco”. Il Board of Peace di Trump aveva tenuto la sua riunione inaugurale il 19 febbraio scorso a Washington DC, un incontro a cui erano presenti anche il presidente indonesiano Prabowo Subianto, come membro effettivo, e il nostro ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, in qualità di osservatore. L’Indonesia è uno dei pochi Paesi ad aver annunciato la disponibilità ad inviare truppe per la nascente “Forza internazionale di stabilizzazione” a Gaza. Il Consiglio degli Ulema dell’Indonesia però ha invitato il governo di Jakarta ad abbandonare il Board a seguito della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran.

Ore 11,50 – Libano: truppe di Israele penetrano nella località meridionale di Khiam, a 6 km dal confine – Le forze armate di Israele (Idf) sono entrate nella città di Khiam, nel Libano meridionale, a circa sei chilometri dal confine tra il Paese dei Cedri e Israele. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui Khiam, nel distretto di Marjeyoun, è sottoposta a continui bombardamenti di artiglieria, mentre l’esercito israeliano penetra in città. Le truppe dello Stato ebraico, secondo un corrispondente in loco del quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, avrebbero anche ucciso un giovane in città. La notizia non è stata confermata né dall’Idf né da altre fonti e non è ancora chiaro se la vittima sia stata colpita dai soldati israeliani o da un drone. In precedenza le Idf avevano fatto sapere che la decisione di schierare truppe “più in profondità” nel Libano meridionale è volta a occupare una “posizione difensiva avanzata rafforzata” in seguito agli attacchi subiti dai gruppo armato sciita Hezbollah.

Ore 11,30 – Iran, il portavoce del ministero degli Esteri Baqaei: “La Germania vuole trascinare l’Ue dalla parte sbagliata della storia e renderla complice dei crimini di Usa e Israele. L’Unione rifiuti la mentalità nazista e difenda il diritto internazionale” – L’Unione europea, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, “ha svolto un ruolo fondamentale” nel contribuire a forgiare l’accordo sul nucleare con l’Iran del 2015 ma ora deve “opporsi a qualsiasi mossa che richiami mentalità storiche naziste”, che possono portarla “dalla parte sbagliata della storia”. L’appello arriva dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. “Oggi, sotto la pressione del cancelliere della Germania (Friedrich Merz, ndr), alcuni membri dell’Ue rischiano di mettersi dalla parte sbagliata della storia, apparendo complici degli atti di aggressione e dei crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro la nazione iraniana, uno degli Stati-nazione più antichi e duraturi del mondo”, ha denunciato sui social Baqaei. “L’Unione europea, insieme al gruppo E3 (Francia, Germania e Regno Unito, ndr), ha svolto un ruolo fondamentale nella diplomazia internazionale, contribuendo a forgiare il JCPOA (l’accordo sul nucleare con l’Iran, ndr) del 2015, un traguardo storico della politica estera europea che è stato affondato dall’attuale amministrazione statunitense”, ha aggiunto il portavoce iraniano, secondo cui però ora l’Ue “deve opporsi a qualsiasi mossa che richiami mentalità storiche naziste e, al contrario, sostenere il proprio impegno nei confronti del diritto e della giustizia internazionale”.

Ore 11,15 – Libano: Hezbollah rivendica raid contro il centro e il nord di Israele – Il gruppo armato sciita libanese Hezbollah ha rivendicato una serie di raid contro il centro e il nord di Israele. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, che cita in proposito tre comunicato diramati dal gruppo armato sciita, secondo cui il primo raid ha preso di mira la sede centrale delle Israel Aerospace Industries (IAI), situata nella località di Lod, nei pressi dell’aeroporto internazionale Ben Gurion, nell’area metropolitana di Tel Aviv, nel centro dello Stato ebraico. Un altro attacco ha invece preso di mira una base militare nel centro di Israele da cui le forze armate di Tel Aviv (Idf) lanciano droni verso il Libano. Il terzo invece ha attaccato il quartier generale del Comando settentrionale dell’esercito israeliano nella città di Safed, nel nord dello Stato ebraico.

Ore 11,00 – Arabia Saudita: raffineria di Ras Tanura presa di nuovo di mira da un drone iraniano, nessun danno – La raffineria petrolifera di Ras Tanura, la più grande del mondo situata sulla costa centro-orientale dell’Arabia Saudita, è stata presa di mira per una seconda volta da un drone lanciato dall’Iran. Lo riferisce in una nota diramata sui social il ministero della Difesa del regno arabo, secondo cui le prime valutazioni indicano che il raid non ha causato danni all’impianto della Saudi Aramco. Negli scorsi giorni il colosso saudita aveva interrotto le attività presso la raffineria a seguito dello scoppio di un incendio che, secondo le autorità di Riad, era stato causato dai detriti provenienti dall’intercettazione di due droni iraniani.

Ore 10,50 – Iran: Israele bombarda basi militari, siti missilistici e sistemi contraerei a Isfahan, Shiraz e Teheran – L’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha bombardato nella notte una serie di basi militari a Isfahan e Shiraz e un sistema di difesa aerea a Teheran, in Iran. Lo riferiscono in due note diramate sui social le Idf. È la prima volta, secondo il portavoce delle forze armate israeliane, generale di brigata Effie Defrin, che un’ondata di attacchi aerei condotti da Tel Aviv colpisce le zone di Isfahan e Shiraz nell’attuale campagna contro l’Iran. Gli attacchi, ha precisato Defrin, hanno colpito più di 20 obiettivi, tra cui due strutture a Isfahan dove l’Iran immagazzinava missili balistici avanzati modello Ghadr. Tra gli altri obiettivi centrati, ha aggiunto il portavoce dell’Idf, figurano siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera, nonché sistemi di difesa aerea. “Stimiamo che gli attacchi abbiano distrutto decine di missili balistici e missili da crociera”, ha affermato Defrin. In una nota separata le Idf hanno pubblicato il filmato del raid condotto contro il sistema di difesa aerea a Teheran. Dall’inizio del conflitto, le forze armate israeliane sostengono di aver distrutto decine di sistemi simili.

Ore 10,40 – Kuwait: l’emirato di nuovo sotto attacco da parte dell’Iran – Il Kuwait è di nuovo sotto attacco da parte dell’Iran. Lo riferisce lo Stato Maggiore dell’Esercito dell’emirato in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Kuna, secondo cui “le forze armate stanno attualmente affrontando un’ondata di missili e droni rilevati nello spazio aereo del Paese e stanno svolgendo le loro missioni per contrastarli e intercettarli”.

Ore 10,35 – Iran, ex consigliere di Khamenei: “Nessun negoziato con gli Usa. Possiamo combattere finché vogliamo” – L’Iran non ha alcuna intenzione di negoziare con gli Stati Uniti e può continuare a combattere “per tutto il tempo necessario”. La minaccia arriva oggi da Mohammad Mokhber, membro del Consiglio per il discernimento della Repubblica islamica, ex capo di Stato ad interim nel 2024 dopo la morte del presidente Ebrahim Raisi e collaboratore della defunta Guida suprema Ali Khamenei. Teheran, ha dichiarato l’ex consigliere dell’ayatollah in un’intervista alla tv di Stato Irib,”non ha fiducia negli americani. “Non ci sono basi per alcun negoziato con loro”, ha aggiunto Mokhber. “Possiamo continuare la guerra finché vogliamo”.

Ore 10,30 – Cipro: minaccia sospetta dal Libano, si alzano in volo due caccia F-16 greci – Lo spazio aereo sopra l’aeroporto di Larnaca, nella parte meridionale di Cipro, è stato brevemente chiuso oggi dopo il rilevamento di un oggetto volante sospetto in arrivo dal Libano, che è stato monitorato da due caccia F-16 dell’Aeronautica militare greca decollati subito dopo dalla base aerea “Andreas Papandreou” di Paphos. Lo riferiscono le agenzie di stampa britannica Reuters e cipriota Cna, secondo cui la “missione” dei due caccia ellenici “è stata completata”.

Ore 10,20 – Un F35 di Israele abbatte un caccia iraniano su Teheran: primo abbattimento in assoluto per il velivolo di fabbricazione Usa – Un F-35 dell’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha abbattuto un caccia iraniano di fabbricazione russa sui cieli di Teheran. La notizia è stata confermata dalle Idf in una nota diramata sui social, secondo cui un caccia F-35I israeliano ha abbattuto un jet iraniano Yak-130 di fabbricazione russa in volo sulla capitale della Repubblica islamica. Si tratta del primo abbattimento in assoluto di un aereo con equipaggio da parte di un F-35 e anche della prima volta in quasi 40 anni che l’Aeronautica militare israeliana è impegnata in un combattimento aereo con un caccia nemico dal 24 novembre 1985, quando un F-15 dell’IAF abbatté due caccia MiG-23 siriani in Libano.

Ore 10,00 – Libano: le truppe di Israele avanzano nel sud – Le forze armate di Israele (Idf) continuano i bombardamenti aerei sul Libano e avanzano con le truppe di terra nel sud del Paese dei Cedri. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui altri cinque sono stati bombardati questa mattina dalle Idf: i villaggi di Jarmaq, nel distretto di Jezzine, Qoussair, nella zona di Marjeyoun, Tayr Falsayh, nel distretto di Tiro, Beit Lif, nella zona di Bint Jbeil, e Wadi Berghoz, nell’area di Hasbaya. L’artiglieria israeliana ha preso di mira anche i villaggi di Arnoun, a Nabatiyeh, e Khiam a Marjeyoun. Intanto, le truppe israeliane schierate sul terreno sono avanzate a sud della città di confine di Kfarchouba, nell’area di Hasbaya, provenienti dalla fattoria di Bastara, in territorio libanese.

Ore 9,45 – Libano: sale a 12 morti il bilancio delle vittime dei raid di Israele – È salito a 12 morti, 23 feriti e due dispersi il bilancio delle vittime degli attacchi aerei di Israele sul Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui almeno 6 persone sono rimaste uccise in un raid contro un edificio residenziale a Baalbek, nel sud del Paese, e altrettante sono morte nelle zone di Aramoun e Saadiyat, alla periferia sud della capitale Beirut.

Ore 9,30 – Emirati Arabi: la Francia abbatte droni lanciati dall’Iran diretti verso il Paese – La Francia ha “neutralizzato” un imprecisato numero di droni lanciati dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti, dove sono di stanza centinaia di militari della Marina, dell’Aeronautica e dell’Esercito d’Oltralpe. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, secondo l’operazione è stata condotta con caccia francesi Rafale. Ieri lo stesso Barrot aveva annunciato che la Francia aveva schierato i propri jet, di stanza nella base di Dhafra, vicino ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, per proteggere le basi locali dagli attacchi iraniani. Poco prima il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato che Parigi avrebbe inviato nel Mediterraneo la sua portaerei ammiraglia Charles De Gaulle in risposta all’aggravarsi del conflitto.

Ore 9,20 – Spagna, il premier Sanchez risponde a Trump: “La posizione del governo si riassume in poche parole: No alla guerra” – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha risposto questa mattina al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ieri sera alla Casa bianca durante un incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva criticato Madrid per non aver concesso le sue basi agli Usa per attaccare l’Iran e per non aver aumentato le spese militari nel quadro della Nato, affermando che “La posizione del governo (spagnolo, ndr) si riassume in poche parole: No alla guerra”. “No al crollo del diritto internazionale. No al presupposto che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti con le bombe. E infine, no a ripetere gli errori del passato. In breve, la posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: No alla guerra”, ha affermato Sanchez. “Questa crisi ci riguarda tutti e chiediamo la piena determinazione di Stati Uniti, Iran e Israele a fermarle prima che sia troppo tardi. A un atto illegale non si può rispondere con un altro atto illegale; è così che iniziano i più grandi disastri della storia umana”.

Ore 9,00 – Israele, Idf annunciano: “Decima ondata di raid su Teheran” – Le forze armate di Israele (Idf) hanno lanciato “la decima ondata di attacchi” aerei contro la capitale dell’Iran, Teheran. Lo riferiscono in una nota diramata sui social le Idf, secondo cui “l’Aeronautica Militare ha avviato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran”.

Ore 8,30 – Prezzo del gas in Europa apre in rialzo, borse in Asia chiudono in rosso, stabile lo spread tra Btp e Bund – La guerra di Usa e Israele all’Iran e le conseguenze sui mercati energetici ha pesanti conseguenze dal punto di vista finanziario: il prezzo del gas in Europa ha aperto questa mattina in rialzo, mentre le borse di Tokyo, Seul, Hong Kong, Shanghai, Shenzhen e Mumbai chiudono tutte in calo, stabile però lo spread tra Btp e Bund. Sull’indice Ttp di Amsterdam il prezzo del gas ha aperto oggi in rialzo a 58,39 euro al megawattora, in crescita del 7,5%. Stabile invece lo spread tra Btp e Bund a 74 punti con il rendimento del decennale italiano salito al 3,50% dal 3,45% della vigilia mentre quello tedesco è arrivato al 2,76%. Chiudono invece in forte calo le borse in Asia, con l’Msci Asia Pacific che cala del 4,5% mentre Tokyo chiude a 3,6%. Perdite anche per gli indici di riferimento di Hong Kong (-2,6%), Shanghai (-1,08%), Shenzhen (-0,65%) e Mumbai (-1,8%).

Ore 8,00 – Libano: almeno 11 morti nei raid di Israele su Beirut e il sud del Paese – Almeno 11 persone sono rimaste uccise nei raid condotti nella notte e alle prime ore di oggi da Israele su Beirut e il sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui i raid hanno colpito il centro e la periferia sud di Beirut, compreso il il Comfort Hotel nella zona di Baabda-Hazmiyé, e un edificio residenziale nella città meridionale di Baalbek.

Ore 7,30 – Iran, le Guardie Rivoluzionarie: “Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz” – Le Guardie della Rivoluzione islamica rivendicano di avere il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, un punto di transito chiave per il commercio mondiale di petrolio e gas tra il Golfo persico e il Mar d’Arabia. “Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della marina della Repubblica islamica”, ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione islamica, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars.

Ore 7,00 – Libano: un morto in un raid israeliano nel sud. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 16 villaggi – Le forze armate di Israele (Idf) hanno bombardato nella notte il Libano meridionale, provocando un morto e due feriti, e hanno ordinato l’evacuazione di 16 località del Paese dei cedri, considerate obiettivi. La notizia è stata diramata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui tra le vittime sono state colpite nella località di Chakra. Tra le zone colpite figurano anche Harouf, Kfar Tebnit, Arnoun, Yohmor, Tiri, Beit Lif, Ramiyeh, Chakra, Jmeijmeh e Khiam. Intanto il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano Avichay Adraee ha diramato sui social un avvertimento urgente agli abitanti di 16 villaggi nel Libano meridionale, tra cui Markaba, Houla, Majdel Selm, Chakra e Bani Hayyane, esortandoli a evacuare immediatamente le proprie case e a spostarsi di almeno un chilometro verso aree aperte.

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