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Home » Esteri

Guerra in Iran, oltre al Golfo c’è anche il mar Caspio

Immagine di copertina
Mar Caspio. Credit: Earth Science and Remote Sensing Unit, Lyndon B. Johnson Space Center

Delle tante regioni di cui è composto l’ampio territorio dell’Iran una era rimasta inosservata dall’inizio della guerra, tanto da far pensare potesse avere un ruolo marginale. Israele, tuttavia, ha reso noto di aver compiuto raid contro la flotta iraniana di stanza presso il porto di Bandar Anzali, sul mar Caspio, colpendo almeno cinque imbarcazioni, centri di comando e strutture portuali.

Il raid, tuttavia, non sembrava finalizzato esclusivamente a logorare ulteriormente le difese e le capacità militari e logistiche di Teheran, ma andare a colpire una potenziale rotta strategica passata inosservata fino a questo momento ai grandi media. Se i raid e l’attenzione si sono concentrati soprattutto sullo strategico golfo Persico, sui centri di comando nella città di Teheran, sulle strutture del programma nucleare nelle aree interne centrali e su quelle del lancio di missili nell’ovest, l’Iran gode a tutti gli effetti anche di questo affaccio marittimo.

Il Caspio è passato inosservato perché non è un fronte di scontro diretto: oltre all’Iran, l’unico Paese finora toccato dalla guerra ad affacciarvisi è l’Azerbaigian, colpito da un attacco con droni da parte di Teheran all’aeroporto di Nahchivan nonché in ottime relazioni con Israele. Vi si affacciano poi il Turkmenistan, il Kazakistan e la Russia. Questo isolamento del Caspio, tuttavia, non lo rende un ruolo marginale.

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina nel febbraio del 2022, infatti, la Russia, isolata da una parte del mondo a causa delle sanzioni, ha approfondito il suo storico rapporto con l’Iran che ha fornito a Mosca armi ed equipaggiamenti, a partire dai droni Shahed. Molti osservatori hanno proprio individuato nel Mar Caspio una delle rotte utilizzate da Teheran per fornire questi aiuti al suo alleato, in quella che è stata ritenuta una rotta abbastanza protetta tra i due Paesi. Adesso, con l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, Mosca si è mostrata relativamente tiepida nell’aiuto a Teheran, ma ha comunque offerto forme di aiuto al suo principale partner mediorientale, tanto che il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato alla CNN di avere informazioni di intelligence secondo cui alcuni droni usati dall’Iran avevano dettagli di produzione russi. Con le rotte aeree estremamente rischiose per via della campagna di bombardamenti e nessuna via di terra agevole tra Russia e Iran, la rotta più naturale sembra dunque essere quella marittima per il Caspio.

I raid contro la marina iraniana sul Caspio e le strutture portuali che si affacciano su questo mare sembrano dunque essere un modo per danneggiare la capacità di Teheran di sfruttare tali rotte per ottenere aiuti dall’esterno.

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